Guardami!

“Guardami! Voltati verso di me e guardami!”, pensò, osservandola da lontano. “Non senti come diventa assordante il battito del mio cuore mentre mi avvicino a te? La mia carne trema al solo vederti…”
Avanzava incerto, combattuto dal desiderio di parlarle e il timore di dover affrontare un rifiuto. E se anche questa volta non avesse ottenuto la sua attenzione? Se anche questo tentativo non avesse avuto successo? Cosa gli sarebbe rimasto se non la rassegnazione? Mancavano pochi giorni alla partenza e il pensiero di lasciarla senza averle detto nulla gli infiammava la testa.

Era passata una settimana da quando aveva scoperto che in quel parco lei trascorreva la sua pausa pranzo, seduta sempre al medesimo posto, sempre con lo stesso taccuino tra le mani. Un po’ scriveva, un po’ si guardava intorno. L’aveva spiata, riempiendosi il cuore della sua vista per tutto il tempo, ma non aveva avuto mai il coraggio di rompere quel suo silenzio, così amato e cercato, su quella panchina fuori mano, lontana dal sentiero.
L’impulso di correrle incontro era forte, ma preferì fermarsi. Prese fiato e cercò di calmarsi, prima di ricominciare a camminare verso di lei. Contemplò ancora un momento la dolcezza del suo viso e il vezzo di quel ciuffo ribelle che amava lasciare libero sulla fronte. “Conosco tutto di te!”, pensò sorridendo. “Ogni tua abitudine, ogni tuo gesto, la tua voce… perché ci siamo parlati, ricordi? Ogni volta in cui sono entrato nella libreria dove lavori, con la speranza di poter ottenere da te qualcosa in più di una semplice  informazione. Ma ogni volta è stato un fallimento, perché non mi hai mai guardato in viso, se non distrattamente. Non mi porgi mai i tuoi occhi permettendomi di entrare nel tuo cuore e dirti quanto sia forte l’amore che provo per te, e lasci invece che esso rimanga solo un segreto da portarmi dentro come l’anima di un vulcano dormiente” .

“Ha per caso una penna da prestarmi?”, le chiese con voce tremante. Non poteva dirgli di no, perché ne aveva una in mano…
Lei, senza pronunciare nemmeno una parola, rovistò nella borsa e ne estrasse un’altra. Gliela porse senza neppure guardarlo.
“Grazie!”, fece lui con una certa delusione.
“Prego!”, rispose lei, riprendendo a scrivere.
Non gli rimase che andar via, freddato da quella reazione inaspettata. Ci aveva fantasticato tanto, aveva immaginato di sedersi al suo fianco di parlarle, ma era rimasto un sogno. Come aveva potuto crederci così tanto e Illudersi di ottenere finalmente l’occasione che aveva sempre desiderato? No, non poteva darsi per vinto, l’indomani sarebbe tornato a restituirgliela e l’avrebbe obbligata a guardarlo.
E così fece, il giorno dopo ritornò nel parco con maggiore convinzione di prima, era sicuro di ciò che voleva. Non sarebbe andato via senza prima guardarla negli occhi e confessarle i suoi sentimenti.
“Le ho riportato la penna!”, disse porgendogliela. “La ringrazio molto per la sua cortesia!”
“La può tenere!”, rispose lei sbrigativa. “Non mi serve!”
“Davvero…?”, balbettò, sopraffatto dagli eventi. Non gli erano rimaste opportunità, non sapeva che dire, aveva fallito di nuovo. Ed ora, cosa gli rimaneva da fare? In quali altre occasioni poteva mai sperare? Ormai lei lo conosceva bene, avrebbe solo rischiato di rendersi ridicolo con ulteriori tentativi. Se solo l’avesse guardato! Cercava solo un’occasione, anche la risoluzione in un abbaglio gli sarebbe bastato pur di raggiungere l’obiettivo che tanto gli stava a cuore.

Si guardò intorno mentre si allontanava, il sole splendeva alto nel cielo e un vento leggero muoveva stancamente le foglie degli alberi. Non c’erano bambini a quell’ora, ma solo un paio di anziani con i loro cani. “Ora o mai più!”, si disse. “E se non riuscissi a trovare un’altra occasione? Fra qualche giorno dovrò partire e lei non saprà mai di me. Devo agire ora!”
Tornò indietro sui suoi passi. Sì, lo avrebbe fatto. Non importava cosa lei avrebbe pensato o provato, doveva farlo. Era ancora seduta, lì dove l’aveva lasciata, assorta nei suoi pensieri. Ma scriveva davvero o fingeva per tener tutti lontani? No, non aveva nessuna importanza, ne era sicuro, perché a breve avrebbe saputo cosa il futuro aveva in serbo per loro.
“Vieni con me!”, la invitò porgendole la mano.
“Ma…”. Lei lo guardò, ma evitando di intercettarne lo sguardo.
Lui le prese la mano e la invitò ad alzarsi. La condusse oltre la panchina , oltre il sentiero, lì dove gli alberi riparavano dai raggi del sole. Allora la prese per le spalle e quasi le ordinò: “Guardami!”
E lei lo guardò, finalmente, e lesse ciò che non aveva mai voluto vedere…
Si mise a piangere e gli appoggiò il viso sul petto, le mani perse in un abbraccio disperato. Lui la strinse e le sfiorò i capelli con le labbra, ne sentì il profumo e chiuse gli occhi perso in una gioia che faceva fatica a contenere. Lei era sua, per sempre.

Il video che segue mi è stato segnalato da una persona a me cara che saluto con molto affetto.

263 pensieri su “Guardami!

  1. Gli occhi sono lo specchio dell’anima e rivelano ciò che siamo veramente ma solo a chi è in grado di leggere nello sguardo i nostri pensieri. Bel racconto dal finale fantasioso che rivela il tuo ottimismo. Io avrei scritto che alla fine, dopo diversi tentativi, si rende conto che lei è cieca e non potrà mai guardare i suoi occhi. 🙂
    Una buona giornata.

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  2. Bellissimo Dora, e bellissimo il video.
    Lui era il suo “vecchio amore”. Lei non poteva parlare perché l’opera d’arte consisteva nel guardare solo le persone che si sedevano di fronte a lei. Pensa quale emozione trovarselo davanti.
    La “tua lei” in quello sguardo ha potuto vedere forse anche un possibile futuro, l’artista del video ha rivissuto l’emozione a volte incontrollabile del passato…..

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  3. Ciao Dora, bello il video… ma mi ha più commosso il tuo racconto… brava sai toccare il cuore delle persone, almeno mio… bussi abbi un buon weekend con la tua Rory ♥

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  4. Dora. Sublime il tuo racconto.
    Dora, chi non ti ha mai incontrata dal vero non conosce la profondità dei tuoi occhi, non sa come sai guardare e come sai parlare solo con il tuo sguardo.
    Sono molto toccata dal racconto e dal video.

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  5. Ciao Dora.
    Io il tuo racconto l’ho interpretato da un punto di vista TOTALMENTE diverso.

    Premessa: il fatto di interpretarlo in modo differente va del tutto in tuo onore. Mi è sempre stato insegnato che l’arte va interpretata, e che il messaggio può essere anche soggettivo ed interpretativo, non solo oggettivo.

    Lui è suo padre.
    Lui la lasciò quando lei era piccola.
    Si ritrovano dopo anni, ma lei non lo degna di una sguardo.
    Quando finalmente lei VEDE i suoi occhi, riconosce che sono gli occhi di suo padre.

    K!

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  6. Un pezzo magistrale! Devo dire che Kikkakonekka ne ha data sopra una interpretazione non male. Quanto agli occhi condivido in pieno… sono ASSOLUTAMENTE importanti! Senza quelli difficile arrivare a vedere davvero. ..

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  7. Grandi artisti, sapienti manipolatori di sentimenti, lui poi è davvero straordinario, con quella mimica che contrasta con l’apparente impassibilità di lei: donna che sa farsi sfinge, enigma per chiunque…
    E poi il tuo scritto che ha tanto il sapore di una favola ben scritta…
    Un post che delizia ed avvince…
    Un abbraccio di plenilunio con un fiore di stelle…

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  8. Gli occhi sono il libro dell’anima di una persona ma quella ragazza evidentemente non poteva mostrarli.
    Veramente splendido è quel crescendo di emozioni che prende e avvolge il lui fino alla dolorosa scoperta.
    Complimenti

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  9. Mi ha emozionato questo racconto. Ci ho letto il valore della volontà dell’amore. Il video, poi, ha fatto scendere la lacrimuccia ^_^ Mancavno giusto un paio di mani da stringere e avrei potuto essere la protagonista.

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  10. Sinceramente non mi piacciono molto le performances di Marina Abramović, anche se lei stessa si autodefinisce Grandmother of performance art. Per quanto il suo lavoro tenda sempre ad esplorare le relazioni tra artista e pubblico, i limiti del corpo e le possibilità della mente, io trovo che non necessariamente si debba arrivare all’autolesionismo per “capire”, introiettare, riprodurre … esprimere … Trovo, piuttosto, che sia una personalità un po’ contorta, leggermente “deviata” … Grandi artisti non hanno avuto bisogno di ferire il proprio corpo per esprimere le più grandi emozioni … non è così difficile piangere in una performance… io vedo questo video esclusivamente da un punto di vista tecnico-sperimentale … e non mi entusiasma tantissimo … sarà un limite mio? Il tuo racconto è ben scritto, ma, mi perdonerai, per la prima volta, non ne sono entusiasta come per altri tuoi lavori, anzi ad una prima lettura non ne avevo proprio capito il senso, poi non l’ho condiviso, io credo che si possa mentire con gli occhi così come con le parole, ci sono persone bravissime a farlo. Saggia Dora, hai una visione molto ottimistica del mondo … che io non riesco ad avere. Sarà per questo che mi piaci tanto? 😉

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    • Ti confesso che sto conoscendo la Abramovic solo ora, a seguito della visione di questo filmato, e non ho ancora avuto il tempo di approfondire la sua storia. Sono sicura che ci possa essere la possibilità che tutto sia preparato e che le lacrime in fondo son facili da governare.
      Stavo aspettando questo commento per porre in evidenza qualcosa a cui nessuno ha pensato… E se quella di lui fosse un’ossessione? E se la ragazza fosse disperata per motivi ben diversi dall’aver scoperto l’innamoramento? Finora l’interpretazione desiderata è stata quella positiva…
      No Marianne non sono così ottimista purtroppo, perché ben conosco l’animo umano…
      Credo però che davvero si possa leggere dagli occhi e che se non vediamo certe cose è solo perché non le vogliamo vedere o non siamo capaci a cogliere la verità.
      Il video infine ammetto che mi ha emoziato ed emoziona, ma non per le lacrime di lei… piuttosto per l’incontro che molto mi ricorda il ritrovamento dei miei amici dopo tanti anni.
      In conclusione si può dire che non sono i fatti ad essere rilevanti, ma l’uso e l’adattamento che ne facciamo… 😉

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  11. Sono solo punti di vista diversi i nostri, il video, invece, è quasi sicuramente uno degli esperimenti della Abramovic, del resto ogni performance ci emoziona nella misura in cui riesce a farci rivivere ciò che nella nostra vita ci ha fatto provare gioia, dolore, qualsiasi sentimento proprio del nostro essere “umani”. E, in fondo, il lavoro che il performer, l’attore, fa su se stesso è proprio quello di ripescare nel proprio “vissuto” per esprimere emozioni “vere”. Il mestiere dell’attore è portare in scena la propria verità, viverla, non raccontarla falsamente … 🙂

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      • 😀
        Vedi Marianne ho sempre cercato di capire le motivazioni dei comportamenti di chi mi stava vicino, per cercare una soluzione che andasse bene per tutti, che ponesse fine alla sofferenza di tutti. E sugli occhi ho fatto sempre molto affidamento, perché è proprio dagli occhi che ho avuto l’aiuto maggiore. Certo con lo sguardo si può anche mentire, e con un po’ di allenamento si riescono pure ad escludere le emozioni, ma non è una cosa che si riesce a fare per lungo tempo. E’ più forte di qualsiasi allenamento: la memoria! Nel momento in cui si raggiunge la tranquillità e ci si rilassa, si dimenticano gli accorgimenti necessari a farci apparire come non siamo realmente. Basta saper aspettare ed osservare e la verità verrà fuori prima o poi. Con questo non voglio dire di essere sempre stata brava a difendermi, perché altre sono state le ragioni per il mio accondiscendere alla menzogna… L’abuso prima di tutto che ha svalutato i miei diritti e poi l’adozione che mi ha caricato di doveri. Ma nonostante i miei condizionamenti ho sempre osservato molto bene gli occhi, in silenzio, di nascosto…

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  12. Sul fatto che la verità prima o poi venga fuori sono pienamente d’accordo con te, occhi o meno. Sono certa, inoltre, che alcune esperienze della vita acuiscano enormemente la sensibilità di una persona e la rendano capace di “vedere oltre”, di percepire, di intuire ancora prima che le verità siano svelate, oltre al fatto che questo tipo di sensibilità sia una dote innata che alcune persone hanno in più rispetto ad altre. Tu, mia cara, non avresti nemmeno bisogno di osservare … tu “senti” già molto prima … ❤

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  13. Un racconto molto emozionante cara Dora, che mette bene in risalto quanto sia importante lo sguardo, quando esso parli anche se non vengono pronunciate parole. Però bisogna anche seper leggere lo sguardo di un’altra persona, non tutti (mio parere ovvio) ci riescono, forse per superficialità o per mancanza di sensibilità, non ne ho idea. Il video che poi hai condiviso con noi è incredibile. Grazie!
    Ciao e buona domenica. Pat

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    • Ciao Patrizia! Sì, bisogna saper leggere, ma soprattutto volerlo fare. E la volontà spesso viene dirottata dai nostri desideri, da ciò che viviamo in quel momento e di cui abbiamo bisogno…
      Una buona domenica anche a te 🙂

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  14. Toccante il tuo racconto e molto vero, diventa sempre più difficile al giorno d’oggi guardarsi negli occhi. Il video è bellissimo si accompagna bene con quello che tu volevi esprimere! Sogni d’oro Dora.

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    • Buongiorno Federica. Introduci una variabile che è quella dei tempi in cui viviamo. Sì, forse un motivo per cui non siamo capaci a leggere è anche la velocità, la fretta di avere e comunque, la superficialità che riteniamo sufficiente ed esaustiva…

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  15. La forza della parola silenziosa degli occhi non ha paragoni. Quando lei infatti riesce a “guardare” vede un mondo che stava lasciando fuori da sé buttando via un’opportunità. Poco importa che lui sia il padre (come ho letto in un commento e comunque interpretazione emozionante) o un fratello. un amico, un innamorato… Il gioco di sguardi ha compiuto la sua opera.
    Che dire del video se non magnifico?
    Grazie Dora, sono finalmente riuscita a passare da te e ne è valsa davvero la pena.
    A presto!
    Primula

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  16. confesso che temevo una fine tragica (e ancora non sono certo che non la intendessi in quella direzione) perchè è così sottile il crinale tra l’innamoramento e la follia malsana, catastrofica, basta un nonnulla per scivolare dalla parte sbagliata.
    poi ho guardato il video e fortunatamente mi ricredo, questo brano è un piccolo inno al potere salvifico dello sguardo.
    grazie,
    ml

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  18. Il racconto è molto ottimista, non mi aspettavo proprio un finale così…
    Il video… Beh io questo genere di “arte”, queste performances… faccio fatica a digerirle. Anche il loro incontro, che è sicuramente toccante… beh è “falsato”, involgarito direi, dal fatto che sia pubblico, che sia spettacolarizzato. Se togliamo questo incontro personale, tutto il resto è senza senso: guardare negli occhi uno sconosciuto non dimostra nulla… Anche se mi fossi trovato a passare per caso di lì, non mi sarei fermato a guardare ecco. (Sono intollerante, lo so)

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  19. Bellissima!!! In uno sguardo si può leggere tutto l’amore. Questo video è bellissimo e struggente! Non servono parole quando tra due persone si è condiviso un’amore. Da tempo pensavo di “caricare” questo video, lo trovò così pieno di passione!

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