Canzone d’amore

Ho ascoltato le tue canzoni, parlano del nostro amore. Raccontano le emozioni che abbiamo provato e le parole che ci siamo detti. E la musica che le accompagna è così bella da riuscire ad insinuarsi nei miei sensi, entrando in me come l’aria che respiro. In questo modo tu ossigeni i miei ricordi con sensazioni mai rimosse, alimentando l’intenzione di tornare da te. Le tue intenzioni, però, non sono mai presenti, facendone un sogno solo mio. Perché queste canzoni non le canti tu, ma le lasci interpretare da una donna, per non ammetterne la destinazione. Per avere una possibilità di diniego, un margine di difesa dal mio amore. Mi vuoi con tutta l’anima, ma non intendi lasciarmi altro che il desiderio di te.
Hai cercato di dipingere la mia tela, senza accorgerti che ero un quadro già finito, uno di quelli di valore da appendere in salotto. Mi hai trattata, invece, come un dipinto qualsiasi da tenere in corridoio, nel passaggio più scomodo, dove non presti attenzione alle mura ma ai mobili in cui puoi inciampare.
Ho provato a cambiare me stessa per diventare ciò che volevi, sottovalutando quella parte di me che mi urlava “Non è giusto, non è questo che chiede l’amore!”. E anche se a volte mi son sentita trattare come un dispenser di caramelle a cui si ritorna secondo necessità, ho cercato, comunque, di calpestare l’orgoglio e l’autodifesa. Ma non ci sono riuscita, perché l’amore che sentivo era sì tanto forte da spingermi a te ad ogni costo, ma era anche così vero da riparare me da ciò che mi faceva male, scuotendomi ogni volta in cui tu mi ferivi.
Alla fine, però, è di una patina di infelicità che hai ricoperto il mio quadro, con l’umidità di un pianto che non avrebbe dovuto essere e il brivido di un tormento che ha trovato le sue fondamenta nel ritiro del tuo amore. Perché ti sei ritirato dal gioco, amore mio, lasciandomi nella disperazione, con la convinzione di esserne la causa e nell’incertezza di non aver compreso, ma con la speranza di aver fatto un errore di valutazione.
Ed ora ritorni a me con le tue canzoni, sottolineando la grandezza del nostro amore, per tenerlo in vita e spingermi a tornare. Ed io ci tornerei da te, perché ti amo più di prima, ma chi mi dirà che mi ami, se non lo ammetti nemmeno tu? Le parole che canti potrebbero essere le parole di tutti e la mia risulterebbe solo un’illusione. Sicuramente mi accoglieresti, ma sottolineando che son tornata per mia scelta e non perché invitata da te. In questo modo il gioco ricomincerebbe nuovamente, ma quale sarebbe?

86 pensieri su “Canzone d’amore

  1. la difficoltà d’affidarsi solo al ‘canto’ condiviso, come se fosse troppo ‘nudo’, quasi indifeso a una possibile stonatura. O solo la difficoltà di accorgersi quanto sia poco necessario affermare una priorità dei passi nel ritorno.. questa illusione che misurare tempo e distanze sia uno scudo, un rivestimento… Suggerisce diverse interessanti riflessioni il tuo articolo… Buona giornata

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  2. Andando avanti nel tempo, non si cade più nel gioco subdolo degli uomini
    e si impara molto bene ad avere un proprio equilibrio stabile, che permette,
    quanto meno, di non soffrire inutilmente….
    Ho letto con molto piacere il tuo brano, Dora.
    Buona domenica,silvia

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    • Ciao Silvia. In linea di massima sì, ma credo che l’età non ripari del tutto, non sempre 😉 Può aiutare, questo sì, ma la paura degli anni che avanzano a volte spinge ad ignorare ciò che si comprende…

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  3. Ciao, Dora, solo un saluto, oggi non riesco a partecipare, questa mattina è morta la mia gatta più vecchia (18 anni) e io sto molto male, non riesco a trattenermi dal piangere, come avessi perso una parte delle mia famiglia. So che tu puoi capire, per questo te ne parlo … torno presto a rileggere la tua interpretazione, quando starò un po’ meglio. Un abbraccio, ne avrei così bisogno io … 😥

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  4. Non è possibile cambiare ciò che si è, siamo tutti quadri già dipinti, tutti con un nostro stile, preziosi per come siamo, l’amore non ci cambia, può solo prendere le nostre forme … Molto bella questa tua riflessione, coinvolgente, emozionante … Buona notte, amica mia, sono così stanca stasera … 😕

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  5. Mi vien da pensare che si tratti di una sirena al maschile… Sì, effettivamente mi sono sempre chiesto del perchè le sirene abbiano sempre e solo avuto una veste femminile, in fondo. ci sono ometti che sanno incantare meglio ancora delle femminucce…
    Un sorrisone…
    Bello e denso il tuo narrare: complesso e semplice allo stesso tempo, non lascia scampo…
    Un abbraccio di vento…

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  6. Che bella riflessione, sembra d sentire la musica che la pervade in ogni frase come un sottofondo musicale per la sofferenza ma anche per l’amore che è evidente e forte nonostante, forse, l’aspetto illusorio. Terribilmente struggente l’immagine del quadro o del dispenser di caramelle!
    Ciao
    Sky

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