A te che hai abusato di me

Bambini abusati

Dedicata all’uomo che ha abusato della bambina che ero.

Ripenso ai tuoi occhi ogni giorno, non ho bisogno di foto per ricordarmi di te, hai invaso ogni spazio e ti sei sistemato da padrone, obbligandomi alla tua presenza in ogni luogo, in ogni momento.

Non mi hai chiesto il permesso, non mi hai spiegato cosa stesse accadendo, cosa ne avresti fatto di me. Mi hai detto di seguirti, di lasciarti fare, di fidarmi delle tue attenzioni.

Mi hai condotto negli angoli più bui della tua mente e lì mi hai mostrato ciò che a te piaceva, ciò che tu volevi. E mi hai esortata a scambiare le mie paure con la volontà, facendomi credere che tutto ti era permesso, che tutto era naturale, necessario, bello.

Ti penso spesso sai, ogni volta in cui cammino per strada ed ho la sensazione di incontrarti, perché un certo marciapiede, una panchina, un edificio, mi riportano alla mente i giorni in cui mi tenevi per mano passando di là.

Ti penso ogni volta in cui guardo i miei figli e mi rendo conto della fatica che ho dovuto fare per non farmi sconfiggere dall’ansia mentre crescevano, mentre si affacciavano al mondo tra i pericoli che tu stesso mi avevi mostrato.

Ti penso ogni volta in cui faccio l’amore e mi diventa impossibile scordare il tuo viso, la tua brama, mentre ti cibavi di me. Perché tu sei giunto prima di tutti nella mia vita e hai lasciato un marchio, un imprinting che ha paralizzato per sempre la mia capacità di gioire dell’amore. Il mio cuore sai non è solo ferito, non è di una cucitura che ha bisogno, ma del pezzo che gli hai strappato e che non riavrò più.

Ti penso ogni volta in cui un bambino viene abusato e vorrei gridare a squarciagola nel sentir dire che tanto non è successo nulla di male, che tanto è stato un semplice rapporto sessuale e che se vai a guardare magari è stato proprio lui a sedurre l’adulto. Come vorrei in quel momento essere il Dio dei venti e spazzare via quelle anime senza cuore. Come vorrei lavar loro la bocca con le lacrime che quel bambino piange ogni notte nel silenzio della sua stanza.

Ti penso ogni volta in cui una donna viene stuprata e la sua anima viene dilaniata da spazzini atti a ripulire ogni minima traccia dell’identità che le era rimasta, violentandola, ancora e ancora, con la sporcizia che esce dalle loro bocche. E l’impotenza scorre come lava incandescente nelle mie mani, mentre si rivolgono al mondo, ed io chiedo il motivo di tanto accanimento. Perché? In nome di cosa tanta crudeltà? Tutto questo per un istinto represso che non vuole più essere frenato? Per un posto in primo piano su un palcoscenico dove ad esibirsi sono le più abiette intenzioni dell’uomo?

Ti penso quando vengo zittita, perché come vittima non ho diritto di parola su me stessa, e quando vengo additata come fragile per aver subito l’infanzia che hai scelto per me, per questo meritevole solo di compassione, ma non di attenzione, come se il mio cervello non fosse più in grado di ragionare.

Ma, soprattutto, ti penso ora, mentre ti scrivo, e ti faccio una confessione: io non sono fragile, non sono volubile, non sono paralizzata nelle idee o nella capacità di pensiero. Io sono fiera di me, forte di quella che sono e di quello che so. Sono coerente nelle cose che dico e non ho alcun timore a dichiarare chi sono. E tu, mi spiace dirtelo, sei nei miei ricordi, ma nulla di più.

Tu non sei me ed io non sono te!

Dora Buonfino

105 pensieri su “A te che hai abusato di me

  1. La capacità di astrazione non è semplice, ma se la raggiungi trovi la soluzione a molti problemi.
    Sia il male fisico, che quello morale, “astraendosi” da sé stessi possono apparire diversi, quasi più lontani: io non sono il male che ho, io sono io.
    Un bacio ed un abbraccio, ciao Dora.

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    • Siamo il frutto di ciò che hanno fatto di noi, conserviamo i sogni e le paure di chi è venuto prima, ma abbiamo un’identià che siamo tenuti a rispettare. Dobbiamo pretendere rispetto, prima di tutto da noi stessi, se non per amore, per dovere.
      Lo dobbiamo al bambino che siamo stati.
      Grazie Andrea 🙂

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  2. Vorrei tanto essere stata lí per poterti difendere! Come cerco di difendere tutti i bambini che incontro. Non ci sono parole sulle merde sub umane che abusano di bambini e dj donne. Non hanno un’anima. Per me andrebbero soppressi! Per la mia Religione chi tocca un bambino o una donna va condannato a morte o comunque a castrazione fisica perché viva per sempre con la sua vergogna. Purtroppo non abbiamo voce in capitolo perché siamo una minoranza. Un abbraccio forte

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    • Grazie Indiana, ricambio il tuo abbraccio.
      Non è una questione di religione.
      Invece abbiamo voce in capitolo, ma dobbiamo sforzarci di intervenire e di farlo nel modo giusto. L’odio, l’offesa, la prevaricazione non devono essere legittimati, neppure se da parte dei giusti. Bisognerebbe invece cercare di comprendere il perché, l’origine di tutto ciò e lavorare per risolvere davvero. Tutto si può, basta volerlo. E noi, la massa, possiamo molto di più di quanto immaginiamo. Possiamo esaltare o distruggere, dipende dai nostri obiettivi… e, mi dispiace dirlo, soprattutto sono le necessità personali a orientare i nostri interventi…

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  3. Brava Dora. Ti auguro che tanti piccoli pezzetti del tuo cuore ti vengano ridati, che siano fatti di abbracci comprensivi, di speranza per chi seguendo il tuo esempio avrà il coraggio di urlare al mondo la propria sofferenza, di mamme sensibilizzate che tramite te potranno fermare le violenze.. Ti auguro che tutti questi pezzetti si incastrino tra loro fino a riempire lo spazio che ti è stato rubato.
    Intanto ti mando il mio abbraccio 🤗

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  4. Non metterò mi piace. Non dirò parole inutili. Non ti servirebbero. Che tu sia una grande donna è abbastanza evidente. Credo solo che, semmai fosse capitato a un mio figlio/a una cosa del genere, avrei sterminato lui e tutta la sua famiglia fino all’estinzione della stirpe.
    Buona serata amica mia.

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    • No Sephiroth, la rabbia non serve e l’odio imprigiona. Lui ha vissuto nella galera della sua vita, privo degli affetti che avrebbe potuto avere. E parlare di stirpe non è giusto, perché la cattiveria non si trasmette con il sangue. Possiamo cambiare le cose, ma solo se ci sforziamo di guardare ai fatti cercando di comprenderli… La mia vita l’ho cambiata esaminando ciò che era accaduto, senza serbare rancore. Il rancore acceca e non ti fa vedere la verità, non ti permette di entrare nelle persone, perché le chiude fuori con tutte le risposte…

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      • Sono contento per te. Sono contento tu sia riuscita a razionalizzare il dolore, a comprenderlo e per quanto possibile superarlo. Ma sarei ipocrita a dire che la tua soluzione è quella che adotterei. Sicuramente sbaglio. Ma non avrei pace, se non con la vendetta e con l’odio. Soprattutto al cospetto di determinati crimini, nei confronti dei bambini e delle donne. So che non è la risposta che vorresti. Ma questo è.

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      • Comprendo il tuo stato d’animo meglio di quanto pensi, perché non so come reagirei nei confronti di un essere del genere, ma sarebbe una reazione, un pensiero dovuto all’immediatezza. A freddo dobbiamo soffermarci sul fatto che egli non è l’unico, che se vogliamo evitare ad altri la stessa pena dobbiamo usare quell’esperienza per capire e trovare il modo per far in modo che non si ripeta.
        Poi, per quanto riguarda la pena non ammetterei sconti e farei in modo che il ricordo di quanto ha fatto lo tormenti per la vita, perché abusare di un bambino è peggio che ucciderlo

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      • Hai colto nel segno. Abusare di un bambino è peggio che ucciderlo.
        La vecchia lex talionis, amica mia, risolverebbe parecchi problemi. Mica erano stupidi gli antichi babilonesi!! 😂 E così, ti assicuro, vedresti diminuire drasticamente molti di questi crimini. Questo sistema garantista è solo una grande fregatura per i più deboli. Anche se tu, la penserai diversamente!! 😊

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  5. Sì, la società non è ancora pronta.
    Lo vedo negli occhi, di chi ha subito violenza ed ancora si vergogna.
    Perché alzare la voce ed esplodere tutta l’umiliazione che ha intaccato ogni millimetro del proprio essere, fa paura.
    Ed allora, come dici tu, dobbiamo urlare noi, al posto di chi, non ha voce.
    Per ridare dignità. Per ridare forza. Perché possano credere ancora in loro stessi. Per sapere che il demone è in chi ha fatto tutto questo e non in loro: nelle vittime.
    Non stancarti mai, Dora.
    ♥️

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    • Ciao Dina, a stancarmi mi stanco , per l’indifferenza, perché scopro che mi si zittisce in qualche modo, ma continuo, non per me, ma per quella bambina che vuole dire la sua, che sa di avere il diritto di essere ascoltata. Perché quella bambina è stanca di vedersi additata come colpevole, come se avesse voluto ciò che le è accaduto…
      E’ per lei che continuerò, nonstante gli ostacoli che continuamente mi vengono posti…

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  6. Leggendo tutto questo articolo, la mia anima si è scossa così forte … e ti capisco bene quanto hai sofferto in quel momento, e con quale terrore l’hai attraversato tutto…il tutto che quel uomo ti ha fatto, abusando di te. Sono senza parole…e con le lacrime nei occhi. Quel uomo e una brutta, e un diavolo, ne anche no si merita nulla… ne anche di essere nel tuo pensiero… cancela per sempre quei pensieri, e vai sempre avanti…il passato lascia lo li in passato, se anche le cicatrici sono ancora nel cuore… Un grande abbraccio da mia parte.

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  7. Credo che parlare e scrivere di queste cose, di questi pezzi di vita vissuta che purtroppo esistono servano a lasciare un segno, a lasciare un impronta. Tutti dovrebbero leggere. Non sono cose che vanno taciute o tenute nascoste, e il fatto che tu ne parla ti fa onore ma non solo.. ti rende Libera… il che rende chiunque abbia violato un tempo la tua libertà sconfitto. Io non ho vissuto un esperienza così devastante, ma qualcosa che ti lascia una sensazione simile ma purtroppo io non posso parlarne perchè in parte quello che mi è successo è stata anche una mia scelta. Se quella che sei è quello che traspare da ciò che scrivi i tuoi figli sono fortunati.

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