Perché questo blog

Come ho detto più volte, è stato il libro che vorrei pubblicare sull’abuso che ho subito da bambina ad avermi dato la spinta principale ad aprire questo blog. Ma di fondo c’è la consapevolezza di ciò che sono. Dopo anni spesi a cercare me stessa, ora so chi sono e quanto valgo. L’abuso, l’adozione, il terremoto e tante altre cose “minori” hanno inciso sulla mia vita e sulle mie scelte più di quanto avrei voluto, ma Continua a leggere

The Walking Dead

Secondo il blogger, e mio caro amico, ivano f, ho una certa predilezione, per così dire, per The Walking Dead, una serie televisiva incentrata sugli zombie. Premettendo che non ho mai avuto attrazione prima per film o altro in cui gli zombie fossero presenti, mi sono chiesta il perché di tale interesse. Per gli attori? No! Per la trama? A volte delude un po’… Per lo spargimento di sangue? Assolutamente no! Per la caccia allo zombie assassino e la sfida dell’uomo contro il pericolo? Anche in questo caso devo rispondere di no. Ma allora, qual è la ragione per cui mi piace così tanto? Forse perché, in un certo modo, racconta una situazione in cui mi sono trovata: il terremoto dell’Irpinia del 1980. Continua a leggere

Passione d’amore

Leggerti mi fa fremere come un albero sedotto dal vento. Il brivido che carezza i suoi rami scuote i miei sensi, regalando alla mia pelle il turbamento del pensiero. Dolce è averti nel cuore come dolce è il danzar delle foglie nel cielo. Inebriami con le tue parole, donami l’estasi di un momento di smarrimento. Quieta la ragione, privala di ogni freno e lasciami vivere l’emozione di averti.” Continua a leggere

Mi manchi

Mal di stomaco stamani. No, non è malessere fisico né mentale, piuttosto è uno stato d’animo. Ho un vuoto dentro, forse perché piove, e la pioggia porta sempre un po’ di malinconia.
Mi manchi. Mi mancano le tue parole, la tua presenza, tutto quello che avevamo, che avevo: una cosa bella, irrinunciabile, che mi dava motivo di esistere, avevo te.
“Ma non mi hai perso…”, hai detto sicuro. Sì che ti ho perso Continua a leggere

Grida nell’aria

Un grido, acuto e prolungato, lacerò il cielo. Alzai lo sguardo immediatamente e lo vidi: un passero inseguiva una cornacchia che volava via con un uccellino in bocca, forse un piccolo, forse un compagno o una compagna, forse un amico. Pensai alla creatura che gridava di dolore per la perdita, pensai alla vittima, ormai non più salvabile, e pensai al predatore reo di tale delitto.
Mi stupì l’audacia del passero, il suo coraggio, la convinzione di poter intervenire e cambiare le cose. E mi stupì la fuga della cornacchia, sicuramente più forte, ma indubbiamente timorosa di perdere la sua preda. Questa convinzione Continua a leggere

Amore mio

“Nei miei ricordi conservo l’immagine di te, la fisso, non la perdo un istante. Accarezzo le tue labbra, le pieghe del tuo sorriso, il naso, gli occhi. Penso al momento in cui lo farò realmente. Tu verrai da me ed io impazzirò, perché avrò tra le braccia l’uomo che amo. Ti amo, mio cuore, mio grande sogno che diventa realtà. Voglio stringerti forte e tenerti per sempre. Voglio baciarti fino a sentir le labbra bruciare. Voglio toccare la tua pelle, le tue mani. Voglio vivere il calore del tuo corpo, i tuoi fremiti, i battiti del tuo cuore e il mio che si chiamano, si riconoscono, si amano. Sì, voglio, perché amore mio non averti Continua a leggere

Amore ti appartengo!

“Amore ti appartengo, come il giorno al Sole. Respiro avida le tue parole, sognando carezze mai avute”; “Amore sono persa in te, nulla di me ha volontà di resistere…”, e così via. Tutto dipende dalla fantasia di chi scrive. Taluni lo fanno con dolcezza e passione, altri invece optano per parole più aggressive o al contrario arrendevoli, in un gioco di ruoli dove l’altro è colui, o colei, a cui ci diamo, senza remore né pentimento.
Alla base di questa necessità di espressione c’è il bisogno di appartenenza. Non siamo “programmati” per vivere da soli, per cui, Continua a leggere

Se hai bisogno chiama!

Oreste lo si incontrava spesso in giro, con il suo cappello floscio e la sigaretta in bocca. Conosceva tutti, e tutti lo conoscevano. Non mancava mai al bar per incontrare gli amici, così come non lesinava la passeggiata al mercato. Non si perdeva nemmeno una partita a calcetto né disdegnava la panchina della bocciofila dove, steso al sole, si intratteneva con i giocatori.
Si parlava di lui come di una persona generosa, presente e sempre disponibile. Capace di ascoltare e intervenire senza invadenza, maestro di oratoria ed esperto in psicologia. E non erano rare le volte in cui lo Continua a leggere