Sporca guerra!

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Le guerre stancano, sempre le solite scene: morti, feriti, edifici distrutti, polvere… sì, c’è tanta di quella polvere che nemmeno nel più costoso dei set cinematografici si riesce a metterne una simile quantità.

Le guerre durano troppo e fanno rumore, tanto che diventa difficile svagarsi un po’. Si è costretti a chiudere tutto e rimanere senza nulla da fare. Una complicazione trovare una distrazione, qualcosa che liberi dalla noia del già visto, del già sentito, del già ribadito.

Se almeno si decidessero a farle finire in fretta, senza farne un risiko, si toglierebbero subito il pensiero, lasciandoci la serenità che ci spetta. E va bene i giochi politici, le ripartizioni del territorio, ma alla fine mi sa che non resta niente da spartire, niente che produca e nemmeno un paio di braccia da mettere a lavorare.

E poi mi chiedo, ma chi glielo fa fare a rompere ogni cosa, sprecare tanti soldi, per poi ricostruire tutto? Senza parlare del ripulire il sangue, sistemare quei corpi, quei resti che non vale più la pena di rimettere insieme.

Tutto quel disordine… e quella polvere… che fastidio la polvere!

 

 

 

95 pensieri su “Sporca guerra!

  1. Io sinceramente sono assolutamente contro ogni forma di violenza, la guerra per me la più grande prova, che l’umanità non è capace di convivere in pace..
    Lo sappiamo dai libri della storia che le guerre non hanno mai portato veramente qualcosa di bello per gli essere umani, anzi ogni guerra porta solo morte e distruzione.

    ho scritto una poesia recentemente, non ancora pubblicata, ma lo lascio qui da te cara Dora

    La guerra in Noi

    La guerra che vive dentro di noi non ci rende sereno,
    siamo spesso in conflitto con noi stessi e con gli altri.
    Impariamo a convivere in armonia con il prossimo,
    questo sarebbe una bella sensazione per l’umanità.
    Quando impariamo vivere in pace e fratellanza,
    non nasce mai il pensiero di fare male ad un altro.
    Solo l’unanimità fra i popoli nel mondo,
    non ci fa pensare a cominciare una guerra.

    By Rebecca Antolini

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    • La violenza non potrà mai avere giustificazione.
      Ma, mentre la violenza del singolo può avere mille risposte, quella che si porta avanti con la guerra rappresenta la volontà di molti.
      E nel 2018 non ci si può più appellare al “non sapevo”. Per questo siamo tutti responsabili

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      • E’ vero, noi siamo piccoli, ma siamo tanti. Abbiamo i like, le condivisioni, abbiamo la possibiltà delle gocce ostinate che bucano la roccia.
        La realtà non riguarda solo un momento, ma tutti i momenti, fino a quando non verrà cambiata

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      • Per il cambiamento richiede fatica, impegno, tempo ed è uno sconosciuto…
        In fin dei conti preferiamo una negatività conosciuta che crediamo di poter controllare che una positività che non vediamo come certa…

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      • Potrei dire che non è questione di unità. L’unità fa pensare ad un accordo, un compromesso con altri. Io credo che la logica dovrebbe essere personale, a prescindere dal pensiero degli altri… Faccio o no qualcosa a seconda se è giusta o no… e non perché mi unisco ad altri. Ognuno nel suo piccolo mondo può essere artefice di riforme

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      • questo e vero, ma penso in questa mia vita non vedo più cambiamenti.. basta osservare atteggiamento che ha la gente verso stranieri..

        sai ci sono giorni in cui lascio la tv spento solo per non sapere nulla di quello che succede nel mondo..

        spesso nutro il desiderio di andare vivere in un posto isolato senza tv e internet, vivere in santa pace con mio Gianni e magari con qualche animali come compagnia mini fattoria per il proprio bisogno..

        almeno cosi trovo la mia serenità… sembra egoista .. ma felice

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      • Se trovi l’opportunità giusta perché no? In fondo è istinto di sopravvivenza. Purtroppo chi ha figli è costretto a scartare un’opzione del genere e darsi da fare finché avrà respiro.
        Con amarezza dobbiamo prendere atto che sul mondo ci siamo con i nostri affetti e che tutto quel che non facciamo noi si ritorcerà contro di loro

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      • se sarebbe per me lo farei subito… ma Gianni dice che lui vuole lavorare finché va in pensione.. per prendere poi denaro mensile..

        io dico sempre non illuderti non ti pagano più la pensione, ti tocca lavorare finché vivi..

        meglio vendere tutto e iniziare da capo per se stesso… non abbiamo figli perciò 😉

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  2. da un estratto del libro di Domenico Quirico “Succede ad Aleppo”…
    “Aleppo, città millenaria fondata dagli Ittiti e perla dell’Impero romano, la città dove hanno convissuto per secoli arabi, armeni, curdi e circassi non esiste più. Anni di guerra hanno spazzato via i 2.000.000 di abitanti, lasciando soltanto macerie. Che cosa rimane oggi di Aleppo? Che cosa ne è di quel luogo di pace in cui gli uomini pregavano Dio chiamandolo con nomi diversi? Per raccontarlo ci vorrebbero le apocalissi di Dürer o la furia lugubre del Greco con i suoi cieli di agonia. Ad Aleppo sembra che a muovere la guerra sia la Natura, non più gli uomini. Si sente la presenza delle forze del Male che scivolano lungo i muri. Non perdonano né le rovine di interi quartieri né le isole intatte.”

    ho visto di recente una mostra interattiva su Aleppo curata proprio dallo stesso giornalista inviato de La Stampa, tutto è polvere e fumo, la polvere delle macerie, e quella rimasta sugli oggetti di uso comune catapultati in strada dal bombardamento, sedie, giocattoli, capi d’abbigliamento, parti di mobili…la devastazione della vita civile, le scarpe, quante scarpe di pesrone che non esistono più…i bambini, innocenti, trascinati a forza fuori dalle aule scolastiche ..polvere, tutto ciò che il potere sa fare è distruggere, annientare la vita umana, che come dice Quirico ” è materiale da combustione”.

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    • Ma tutto resta lontano da noi… un film che non ci interessa guardare. Ci rifugiamo nel “Sono impotente, chi sono io per dire la mia?”… e continuiamo le nostre vite, come se quella non fosse una guerra voluta dagli uomini, ma un terremoto, una catastrofe voluta dalla natura, contro cui nulla possiamo

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      • questo è vero, la maggior parte delle persone non è neppure informata di quanto è successo e continua ad accadere in certe zone che non ci appartengono. E il problema è proprio quello, ciò che non ci coinvolge direttamente non lo riteniamo di nostro interesse, l’egoismo che è derivazione dell’ignoranza permette che le polveri continuino…

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      • Sono luoghi lontani, sono persone lontane… umanamente è comprensibile perché non possiamo provare il dolore del mondo intero e non possiamo comprendere la sofferenza di tutti o ne saremmo annientati.
        Ma come uomini, non possiamo permettere che ciò accada, non ha nessuna logica, nessuna utilità.
        Siamo animali sociali, ma non ci comportiamo come tali. Facciamo della società l’uso che più risponde alle nostre esigenze personali, ma non facciamo la nostra parte perché questa società funzioni… alla fine non ci restarà più nulla da usare… Ma sappiamo che la vita è a scadenza per tutti e confidiamo nella fine della nostra, prima di pagarne il conto…

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      • Ma non basta per farci aprire gli occhi… Le cose accadono sempre per un motivo, ma preferiamo non vederlo… fino a quando non potremo più farne a meno… ma allora ci sarà sempre qualcuno cui far carico delle responsabilità

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  3. Amaramente vero. Tutto ci appare lontano, ci sentiamo lontani dalle responsabilità, non vediamo oltre la polvere e siamo infastiditi dalla presenza di chi cerca di scappare da tutta quella polvere. Chi potrà mai perdonare e giustificare tutto questo?

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  4. La guerra la sentiamo molto più vicina proprio perché le immagini ci arrivano agli occhi, sembrano in bianco e nero, ma sono dannatamente a colori.
    Il problema che per noi la guerra, ed ogni nefandezza, esiste solo SE la vediamo.
    Se non la vediamo non esiste.
    Non esistono i rapimenti di massa in Nigeria.
    Non esistono le continue battaglie in Somalia dove anche i bambini abbracciano i fucili.
    Non esistono gli esodi dalla Birmania al Bangladesh dei Rohingya.
    Non esistono i curdi.
    Sì, queste notizie (perché alla fine a noi arrivano come notizie) le sentiamo, e ne siamo anche colpiti.
    Ma non le vediamo, e ne siamo meno emotivamente coinvolti.

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    • Proprio perché esiste l’informazione. Proprio perché vediamo le foto e siamo costantemente informati di ciò che avviene, non abbiamo alibi.
      Un tempo si poteva dire: “Non sapevo”. Poteva essere una verità.
      Ora invece diciamo solo: “Non mi importa” e lo camuffiamo da impotenza.
      Intanto avviene… e lo sappiamo bene… e proseguiamo lo stesso

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  5. So cos’è la guerra perché l’ho un poco vissuta… da bambino.
    Sono cresciuto e sono diventato vecchio… ma ricordo benissimo gli aerei in picchiata sopra la testa… che bombardavano.
    La guerra non è sporca… sono gli Umani sporchi e fondamentalmente stupidi.
    Buon Pomeriggio.
    Quarc

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    • Ciao Quarc, mi fa piacere vederti.
      Quel che rattrista è la falsa impotenza con cui si permette che ciò si ripeta. La guerra dovrebbe essere qualcosa non ammesso, di principio. Invece si vedono a volte le differienziazioni riguardandi il modo in cui la si fa. Si sente il biasimo, ad esempio, delle armi chimiche… come se l’assenza di queste rendesse il resto ammissibile.
      Una cosa o è lecita o è illecita… senza cercare le mezze misure, con i sé e con i ma.
      Ma questo, sono convinta, viene da noi tutti. Perché i governi sono portavoce delle nostre paure

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      • Lo so, hai ragione, ma come puoi pensare che non ci siano guerre se, in una campagna elettorale come quella che abbiamo vissuto, anziché il desiderio di costruire, a farla da padrone è stato l’odio?
        Non l’ha detto chiaro nessuno… ma ho sentito ogni giorno l’odio reciproco.
        E allora? L’uomo s’è dimenticato di possedere un cervello e un comprendonio per costruire, non distruggere.
        Ciao.
        Quarc

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      • L’odio viene dalle paure, ma queste possono essere sconfitte dall’istruzione, dal pensiero critico. Ma se non si prende coscienza di questo non se ne verrà mai fuori.
        L’odio reciproco in queste elezioni è stato alimento per la massa, un modo per orientare i flussi secondo convenienza.
        E pensare che basterebbe poco… servirebbe solo fermarsi un attimo e ascoltare se stessi

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      • Non se ne verrà mai fuori… perché non si vuole.
        I nostri progenitori latini erano saggi e in due proverbi di pochissime parole avevano riassunto quello che sta accadendo:
        1 – HOMO HOMINI LUPUS.
        2 – MORS TUA VITA MEA.

        Non hai mai letto i miei articoli in cui parlo del diavolo disoccupato.
        Un abbraccio dal vecchio.
        Quarc

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  6. Io invece sarà perché chiunque incontro faccio mille domande, a L A ho fatto la spesa in un minimarket notando i lineamenti ….ho chiesto ai ragazzi che lo gestivano di dove fossero….Siria, in effetti le cose stavano così gli americani li in guerra portano i siriani giovani negli usa a gestire le loro attività direttamente con la portaerei e loro guadagnano paccate di soldi a prendergli in petrolio.
    Ovviamente gli anziani restano lì.
    Dall Italia ce ne accorgiamo poco ma a Disneyland ti rendi conto che vuol dire marines reduci, significa vedere uomini giovani menomati e l America che gli paga il soggiorno cinque stelle anche a tutta la famiglia, senti il senso del petrolio dall altro polo, e capisci che non finirà mai una guerra finché avremo desideri.

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  7. Ben detto.
    Come va con i tuoi libri ?
    Saresti così gentile da presentarmi il tuo editore ?
    Ho scritto un libriccino e vorrei pubblicarlo ma la strada la vedo incespicata e piena di macerie. Esiste la possibilità che possa parlare con un editore?
    Te ne sarei infinitamente grata.

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  8. Dora, you’ve alway been someone on WP I admire. I’m not great at keeping up with everything but just know that I value you and your courage to speak out.

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  9. Mi piace sempre ricordare un aneddoto, non ricordo tratto da dove o chi ne sia l’autore. Esso recitava grosso modo così: un gruppo di mercanti si trovò a passare per una regione. Tutto intorno era un fervere di scontri, esecuzioni sommarie, rappresaglie, saccheggi, incendi… Ad un certo punto videro un contadino tutto intento a dissodare la terra tranquillo. Meravigliati da tanta seraficità, gli chiesero che guerra fosse in atto in quel paese. Questi, lasciando un attimo il suo arnese da parte, rispose: guerra? Quale guerra: qua diovolendo non c’è mai stata una pace simile. E speriamo che continui ancora a lungo.
    Come puoi ben capire, la guerra è qualcosa di connaturato all’essere umano: la respira, la vive come un influsso ancestrale liberatorio, arrivando a considerarla come normale quotidianità. E’qualcosa di cui non riesce a fare a meno. Forse soltanto l’evoluzione e la consapevolezza di doverne smettere la violenza, riusciranno a rendere l’essere umano affrancato dalla guerra…
    Un abbraccio fortissimo

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    • Sono d’accordo in pieno, sia per l’aneddoto che sul fatto che l’essere umano non riesca a vivere senza la guerra. Ma lì dove c’è una guerra, sono necessarie le voci di dissenso o l’evoluzione non avverrà mai. E al giorno d’oggi di consapevolezza ce n’è abbastanza per iniziare una seria riflessione.
      Ti stringo amico mio

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  10. Poveriniii! Ti immagini la noia,senza guerra,senza quella adrenalina che li fa sentire importanti.
    Costruire sui cadaveri…grattacieli e potere,Il passatempo più interessante per i potenti,per essere…temuti.
    Di pazzi a questo mondo ce ne sono troppi,non si fa in tempo a toglierne uno,che ne escono mille.
    Chissà se qualcuno avrà pensato di usare un lavacervello…sarebbe così facile.
    Ciao cara Dora,stammi bene❤

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  11. Mi ricordo ancora quando mio nonno, tantissimi anni fa diceva,che le guerre servono per non sovrapopolare il pianeta,altrimenti ci mangeremo l’uno con l’altro,e detta da una brava persona come lui mi a lasciata da pensare.Non bastano forse le pestilenze è malattie varie per questo?

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    • Forse, almeno in parte tuo nonno aveva ragione, anche perché con il progresso morire di malattia è diventato più difficile…
      Purtroppo non è solo pazzia quella che spinge a comportamenti simili, ma cattiveria, interesse personale. E si dimentica che prima o poi tutti dobbiamo morire, che l’interesse personale diventa relativo se non può soddisfare una vita eterna…
      Un lavacervello, mica male come idea. Sarebbe bello Caterina, sarebbe bello…
      Ti stringo forte

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  12. Concordo con le tue parole! Le guerre non portano altro che distruzione e morte! Le conquiste degli Stati, si potrebbero realmente effettuare a risiko così da non dover distruggere! Ma il mio cruccio maggiore è sempre lo stesso: può essere che abbiamo bisogno ancora di armi e gente che lavora per produrle e ancor peggio menti e studiosi che passano la loro vita a cercare di crearne una più potente di quella che già esiste? Per me è impensabile!

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