Il tempo della colpa

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Immagine presa dal web

Nella vita nessuno mi ha mai regalato nulla, ho dovuto sempre lottare, anche per ottenere ciò che mi spettava di diritto.

Ho rinunciato a tanto, specialmente al mio tempo. Ho 51 anni, ma ho vissuto forse solo per la metà, per il resto mi sono annullata, ho aspettato, ho dato senza ricevere niente in cambio.

Nel mio cuore c’è tanta amarezza per il tempo che nessuno potrà mai ridarmi, per le rinunce che non mi sono state riconosciute, per l’inutilità di tante mie scelte.

Spesso, nella solitudine del mio silenzio mi facevo forza dicendo a me stessa che un giorno avrei fatto, che un giorno sarei stata felice, che un giorno avrei vissuto. E così, giorno dopo giorno, ho congelato il mio presente nell’attesa di viverlo quando sarebbe stato il momento migliore, quando sarebbe arrivato il mio momento, quello che mi era stato assegnato.

Guardo al mio passato e mi rattristo, non per ciò che di doloroso è stato, ma per le cose che non ho vissuto, che mi sono lasciata togliere e soprattutto che mi sono negata, in nome di un sacrificio dovuto come pagamento per la mia colpa.

Il senso di colpa mi ha tolto la possibilità di vivere liberamente la mia vita, mi ha obbligata a delegare ad altri la scelta di come impiegare il mio tempo, valutando ogni volta se fosse proprio così indispensabile per me essere felice.

Ho impiegato anni, ma alla fine del senso di colpa mi sono liberata, diventando forte di ciò che sono e del mio diritto a vivere.

Il libro Le mie pagliuzze non parla solo di abuso su minori, ma spiega come ho fatto a riprendermi il mio tempo.

Riprendete in mano il vostro tempo. Non parlo dell’ora di palestra o del caffè con gli amici. Non vi indico la cura del vostro corpo come cura dell’anima. Quelli, in alcuni casi, sono solo placebo, inganni che operiamo sulla nostra mente per accettare ciò che riteniamo di non poter cambiare. Io vi parlo della vostra vita, di voi, dei vostri pensieri messi da parte, delle paure che condizionano le vostre scelte. Vi parlo del senso di inadeguatezza e impotenza che vi convince, giorno dopo giorno, di non meritare il vostro tempo.

Per ora potete trovare il libro qui:

Le Parche Edizioni

Amazon

E presso:

Libreria Pantaleon – via Giuseppe Grassi 14 – Torino

Libreria Fontana – via S.Francesco d’Assisi 18/H – Torino

Sogni di carta -Corso Garibaldi 27 – Cremona

Libreria Mondadori Bookstore Piazzetta A. Guarino 65 – Galleria C.so Vittorio Emanuele – Avellino

Libreria Mondadori – Piazzale Tecchio – Napoli
Libreria Giorgio Lieto – Viale Augusto, 43/51 – Napoli

Il libro è disponibile su tutti i circuiti online e può essere ordinato in qualsiasi libreria.

77 pensieri su “Il tempo della colpa

  1. Nel leggerti ora, dopo la nostra chiacchierata, tra un caffè e una pizza cruda, tante parole adesso riesco a collocarle meglio, Grazie per il consiglio sulla vita, assolutamente da prendere in considerazione. P.s. Il libro lo sto leggendo e il tuo stile è inconfondibile.

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  2. Buongiorno cara Dora… io sono ancora in attesa del tuo libro per pasqua, comunque da un paio di anni m sono preso nelle mani il MIO TEMPO.. non ho ancora fatto tanto pace con il passato (e forse non lo farei mai) … abbi una buona domenica della Palme… bussi ♥

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  3. Quanto ti capisco…nemmeno puoi immaginare. Il tuo libro sarà acquistato e letto con cura. Dopo aver percorso il mio sentiero liberatorio sono curiosa di scoprire il tuo…che varrà per tutti ne son certa ma molto per chi ha vissuto nell’assenza di se stesso a lungo❤

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  4. Ogni essere vivente merita di essere felice ma per esserlo bisogna farsi… “un culo a capannone”, non è immediata, non è scontata ma bisogna guadagnarsela la felicità.
    Siamo la prima persona che vediamo al mattino e l’ultima che salutiamo la sera prima di dormire… è a noi stessi che dobbiamo volere bene, di quel bene incondizionato e attento a sentire e raccogliere ogni piccolo segnale che ostacola il nostro stare bene.

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      • Bisogna staccarsi dal senso di colpa e tentare con tutte le forze di vivere con leggerezza, che non vuol dire fregarsene ma lasciare quello che è stato dov’è meglio che stia cioè nel passato e vivere quello che c’è. Non mi piace parlare di merito e colpa, ci sono le scelte e le conseguenze, c’è la responsabilità, nel bene e nel male ci sono gli errori e da quelli bisogna imparare 😉

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      • Che gli errori siano carburante della consapevolezza necessaria per prendere in mano la propria vita. E ricordare il passato serve per diventare più forti, per capire ciò che siamo stati, ma soprattutto quel che vogliamo diventare

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      • Ricordare il passato vuol dire capire chi siamo oggi, ma poi il passato è passato e l’oggi diventerà uguale per i giorni che verranno.. stare nel passato da un lato ci dà la consapevolezza necessaria ma starci dentro è un po’ come avere sempre lo stesso presente.. secondo me 🙂

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  5. La vita è assai complicata, e colma di inaspettati imprevisti, che dobbiamo cercare di
    risolvere, nel modo migliore, per non soccombere…la mia positività mi aiuta tantissimo e cerco
    di vivere al momento senza crearmi troppo problemi e non tornando, con la mente, su dolori
    del passato….tanto è inutile….
    Ti auguro un miliardo di cose belle Dora e ti abbraccio con affetto,silvia

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  6. Che bei pensieri, anche di chi ha sotto commentato. Bisogna attaccarsi alla vita con le unghie e con i denti, nonostante i dubbi, le paure, i dolori e la perenne sensazione di aver sprecato tempo. anche quando ciò non è stato. Siamo quello che siamo e solo prendendone atto e accettandoci e amandoci per quello che siamo ora, oggi, potremo proseguire il nostro cammino

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  7. Ottimo consiglio il tuo! Riprendiamoci tutti il tempo, o meglio, cerchiamo tutti di vivere per noi quello che ancora ci è concesso, abbiamo, (mi ci metto anch’io con i miei 51 anni) dato tanto, ora dovrebbe essere il nostro turno! Un abbraccio

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  8. Molti pensano di “vivere” la vita, ma quando tra qualche anno si guarderanno indietro scopriranno come abbiano riempito i propri giorni di banalità, senza aver nemmeno tentato di scoprire il valore dei nostri giorni.
    Capire se stessi con consapevolezza, amare, conoscere.
    Non è facile, ma è questo il sale. Tutto il resto è, come dici tu, placebo.

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    • Finché sono errori personali, scelte fatte con convinzione, anche se momentanea, possiamo solo avere rimpianto ed accettare quelle scelte come qualcosa di noi. Un po’ come vedersi in una vecchia foto e non amare più l’abito indossato o l’acconciatura coraggiosamente ostentata.
      Ma quando le scelte vengono fatte da altri o per altri, allora quel che resta è più doloroso del rimpianto…

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  9. Ciao Dora, è la prima volta che capito nel tuo blog 🙂

    Che belle parole, toccanti. Non ci conosciamo ma avverto tu sia una bella persona. La lettura e la scrittura sono un’eccellente forma di espressione, nobile oserei.

    P.S. L’immagine del tuo profilo è tratta da L’uomo bicentenario, uno dei miei film preferiti di sempre! ❤

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  10. “Pagliuzze” che sono state travi, ma che ora tali son diventate: miracolo di una coscienza che sa fare consapevolezza anche di che, di solito, s’annega nella colpa…
    In bocca al lupo, anche se in ritardo, per questa tua nuova avventura editoriale, che possa darti tutto ciò che cerchi e di cui hai bisogno…
    Un bacio scintillante di stelle…

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