Torino, com’è andata la presentazione

E anche questa è andata, ho pensato dopo gli esami di maturità. E anche questa è andata ho pensato ieri sera quando la presentazione ha avuto fine.

Ieri sera ho compreso che ho molto da mettere a posto riguardo l’avere a che fare con il pubblico. Non è questione di dialettica né di capacità, ma di convinzioni personali. Più volte mi son chiesta: “Cosa ci faccio qui? Cosa si aspetta la gente da me?” Non sono un’esperta d’amore, non posso dire come sia giusto comportarsi. Sono solo un’anima, come tante, che con fatica cerca di remare nel mare di emozioni che si trova a vivere, e di viverle come può, esaltandole quando riesce.

Mentre parlavo mi rendevo conto che è così facile lasciarsi trasportare dalla presunzione e definire le proprie convinzioni come certezze. E per sfuggire a quest’errore io avrei voluto non essere lì. Sì, più di una volta ho visto il sipario di fine spettacolo calarsi sulla mia volontà a continuare. E avrei voluto chiedere aiuto, perché mi fosse risparmiata tale esibizione di supponenza, perché era questo quel che limitava il mio dire: il timore di essere banale, nella ripetitività di un argomento che tutti sanno trattare. Perché l’amore è di tutti e non solo mio, e perché da aggiungere io non ho nulla di diverso, lì dove tutto e di più è già stato detto.

Poi, però, qualcuno ha parlato di stile, ha detto che io ho un mio stile, inconfondibile, e mi ha chiesto spiegazioni in merito. E allora tutto mi è apparso diverso, mi sono sentita motivata e ho compreso che quelle che propongo non sono le mie idee, ma ciò che mio malgrado sento, le mie interpretazioni della vita. Quel che mi contraddistingue dagli altri è il mio modo di scrivere che arriva al cuore, perché la mia scrittura non è costruita, non viene fuori da un’elaborazione accurata, ma è parte di me, è una mia dote, cosa di cui dovrei essere fiera, invece di continuare a sminuirmi e sminuire ciò che faccio. E invece di uniformarmi agli altri per il rispetto, l’educazione e la premura che sento nei confronti di chi come me scrive, devo riconoscere il mio valore che non viene solo dallo scrivere in maniera corretta, ma soprattutto da ciò che riesco a trasmettere. Perché quando metto le parole su carta non lo faccio in maniera scolastica e priva di amore, ma bado a chi deve riceverle, mi immedesimo nel lettore, permettendogli di calarsi nei protagonisti delle mie storie.

Sì, è ora che io accetti la qualità della mia scrittura, che viene fuori da ciò che sono. È ora che io ammetta il valore del mio libro, perché non si limita ad essere una raccolta di racconti d’amore. Esso merita di essere letto, perché va oltre la storia romantica e parla di stati d’animo, di motivazioni, di coraggio, e lascia una traccia di sé in chi lo legge, perché è diverso dagli altri libri che parlano d’amore, perché io sono diversa.

Trovate il libro qui:

Le Parche Edizioni

Amazon

La Feltrinelli

Libreria Pantaleon – via Giuseppe Grassi 14 – Torino

Libreria Giorgio Lieto – Viale Augusto, 43/51 – 80125 Napoli

iocisto – La libreria di tutti – Via Cimarosa 20 – piazza Fuga – Napoli

Infine, potrete leggere le prime recensioni del mio libro Scrivo per te qui: Laura PariseCristina ScarfòTati    e Ro Meo

143 pensieri su “Torino, com’è andata la presentazione

  1. Scrivi, e le immagini si formano nella mente di chi ti legge.
    Questo, come ti ho detto ieri sera, non è da tutti.
    Sarà che io vivo di immagini, cammino e vedo linee o colori che si delineano davanti a me, ma quando leggo un libro, non è detto che tutto ciò mi capiti.
    Con i tuoi scritti questo accade.
    Questa è la tua grande forza cara Dora….

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  2. Anche questa è andata, cara Dora ed è stato un momento importante per capire dove spostare la tua attenzione: su te stessa e la tua indubbia qualità di scrittrice… Devi crederci davvero e tutto sarà più semplice e tranquilla che credere in se stessi non comporta necessariamente gonfiare il proprio ego e ritenersi migliori di altri, non è il tuo modo quello…
    Però sicuramente devi credere di più nelle tue capacità perché ne hai da vendere e da presentare mille altre volte 😉😘

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  3. Eh, immaginavo io che le presentazioni sono (altre) occasioni di scavare dentro di noi, di scoprire (ancora) cose di noi, che il contatto col pubblico ti fa vedere tutto il quadro di cio che accade in una maniera ben diversa di come lo si vede dietro lo schermo o nella nostra immaginazione, di forte impatto.

    Leggo attentamente le tue “presentazioni” post presentazione, non solo per il piacere di leggerti, non solo per quello che (mi auguro) felicemente vivi, non solo per quello che scrivi, ma anche per “prendere nota” :))

    Vai avanti con le Tue “interpretazioni della vita”, fai solo attenzione a non farti sfuggire nulla di essa nel farlo 😉 Congratulazioni mia cara, un caldo abbraccio!

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    • Mihaela sei un tesoro. E sì, hai ragione, non devo farmi sfuggire nulla e prendere nota di ogni sensazione, sempre. Sono contenta dell’esperienza di ieri, perché più consapevolezza acquisisco più nitida diventa la strada che devo percorrere per raggiungere l’obiettivo che mi sono posta. Ti abbraccio forte anche io amica mia, tanto 🙂

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      • ognuno di noi ha un omino dentro di sè che potremmo anche chiamare “giudice”. Per qualcuno è un grande amico, mentre per altri un vero tiranno. Il suo carattere dipende molto da ragioni tutt’altro che ignote, ma questa è un’altra storia.

        alla fine, per chi ha a che fare con questo giudice molto severo, riuscire a strappargli una pacca sulla propria spalla regala una soddisfazione immensa e probabilmente illumina il mondo di colori nuovi.

        per quel poco che so di te, sento che hai attraversato sentieri molto impegnativi non mancando mai di coraggio o inventiva. questo ti fa grande. devi solo crederci anche tu, senza sentirti per questo presuntuosa o non so che. i presuntosi sono altra gente

        faccio sempre il tifo per te, anche se mi vedi o senti poco 🙂

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      • So che ci sei, da tanto tempo, tanto che ho imparato a conoscerti e so che le tue parole sono sempre sinonimo di serietà. Sì, ho un giudice che tiene a bada l’euforia che può derivare dai piccoli traguardi a mano a mano raggiunti. Se questo è positivo perché permette di rimanere obiettivi e vigili sempre, d’altra parte impoverisce il senso di ciò che mi ritrovo per le mani, negandomi quel pizzico di gioia che in fin dei conti serve come carburante per proseguire il cammino. Ma nonostante il mio giudice, la mia ostinazione è tanta, specie quella contro la mia incredulità e i miei freni. E anche se non vivo come potrei il mio percorso, ne rimango artefice sempre, con l’intento di non fermarmi mai…
        Sono felice di averti come amico 🙂

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  4. Grazie, innanzitutto per renderci partecipi di questo tuo percorso. È bello, accompagnare virtualmente, una persona. Perché in fondo, siam tutti uguali. Desiderosi di amore e di amare. È il nostro bisogno primordiale. Ed ognuno apporta il proprio vissuto, la propria sensibilità e qualcuno, come te, ad esempio, riesce attraverso la scrittura, a penetrare tra i vari strati del nostro cuore, con sincera leggerezza ma determinazione, per apportare nuove sensazioni. Che fanno sempre bene!
    Ti abbraccio forte.E credi in ciò che fai. Goditi tutti questi momenti. Gustali e conservali. Sempre❤️

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  5. Avreivoluto esserci…purtroppo non ho potuto. Anch’io sento forte la voce dell’omino giudice, in tutto quel che faccio, ma credo che non possa mai toglierci la gioia… Augurissimi, Dora! E speriamo che ci siano altre occasioni.

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  6. Il tuo cara Dora non è un libro sull’ amore, è un libro d’ amore e la differenza è molta.
    La consapevolezza di ciò che si è si associa naturalmente all’umiltà perché convogliata verso un obiettivo che sono sempre e comunque gli altri. Questa è la Dora che emerge dalle parole che scrive…
    Un abbraccio grande e tutto il bene che ti meriti.
    Primula

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  7. Dora la scrittura ha la sua importanza, per carità, nessuno lo nega. Ma sono anche importanti i contenuti, e questi non ti mancano. E tra gente che scrive e costruisce frasi su paroloni per dire che il mondo è tondo e il tuo stile, io preferisco il tuo. Tu lo fai in modo semplice, diretto, senza fronzoli, ma questo non significa che sia inferiore ad altri. È il tuo. Riconoscibile e lo si apprezza per questo. Metti via i tuoi timori e sii te stessa. Il resto vien da sé. Un abbraccio. Rom

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  8. Che tenera. … e dire che in realtà nn è presunzione.. tutti sanno che andare alla presentazione di un libro serve per capire meglio il libro stesso. Tu sei emozione e me ne trasmetti sa questa foto imbarazzata.. e dovevi solo aprire il tuo libro e raccontarti… nn sentirti di voler insegnare nulla a nessuno. Ieri srra son crollata leggendoti…. buona giornata … ero curiosa di sapere come era andata la presentazione. Baci baci

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  9. Mi sono molto immedesimato in te, pensando a come mi sarei sentito io prima e durante una eventuale presentazione.
    Credo che un minimo di agitazione io l’avrei certamente, anche perché spesso mi agito anche per un nonnulla.
    Ma il vero pensiero sarebbe stato simile al tuo: chi sono io per dire ciò che è giusto e ciò che è sbagliato? Chi sono io per poter parlare di sentimenti?
    Un dubbio che tu sciogli come un semplice nodo: ognuno di noi è unico, ed unica è la visione delle cose che noi abbiamo dentro di noi. Nessuno si erge a verità assoluta, ciò che possiamo fare è solo offrire il nostro sguardo, la nostra esperienza, che tu offri con la tua scrittura.

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    • Tutto quel che sono, e che ho, è frutto di grande fatica, nessuno mi ha mai regalato nulla, e mai ho ottenuto qualcosa in tempi brevi. Forse è per questo che non riesco ad esaltare me stessa e ciò che sono, ricevendo il tutto con fin troppa umiltà. Perché avrò sempre da imparare, perché non arriverò mai al punto da dire ce l’ho fatta, e perché, in fondo, non riesco a vendermi più di tanto. Scrivere per me è dare e mai un esibire. I risultati che riesco ad ottenere non mi servono per vantarmi con gli amici a cena, per pavoneggiarmi in questo mondo, ma il tutto mi serve per arrivare a qualcosa di più impegnativo. Per questo non riesco a gioire per i traguardi raggiunti, perché non posso perdere carica distraendomi. Ho molto da lavorare ancora. Questo libro forse da alcuni viene etichettato come una banale raccolta di racconti d’amore, come ce ne sono tanti in giro. Io so che non è così, perché il mio scrivere è diverso e va oltre il semplice racconto. Così come chi lo ha letto ne ha riconosciuto il valore, ma tutto si basa sulla curiosità della gente, sulla sua curiosità e disponibilità, nient’altro. Non mi vedrai mai esaltare la mia scrittura, non posso, non riesco a vendere me stessa, perché vengo da un percorso di ricostruzione molto doloroso, che mi impedisce di esultare ogni volta che conquisto un piccolo traguardo…

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      • Credo che l’umiltà sia una delle tue doti migliori, e credo anche che il non esaltarsi sia cosa giusta, dato che ognuno di noi è sempre alla ricerca di miglioramenti e di nuovi traguardi da raggiungere.
        Devi saper accettare i complimenti, tuttavia, perché credo siano sinceri e meritati.
        Devi anche sorridere alle critiche, perché è impossibile non ve ne siano. A volte sono più utili le critiche che le lodi.
        Ma goditi il momento, non come raggiungimento di un traguardo, ma come celebrazione di te stessa.

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      • Ce ne fossero di critiche! Le accetterei ben volentieri perché sarebbero stimolo per una riflessione e un miglioramento… Sì, devo godere dei traguardi raggiunti, pretendermi felice. Devo smetterla di pensare ai complimenti come frutto di pura affettività. Chissà, forse un giorno riuscirò anche a giudicarmi brava…

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      • La bravura non va di pari passo con il successo.
        Quanti artisti in ogni campo sono “bravi” ma non hanno successo?

        Sei brava perché raggiungi i traguardi che ti sei prefissata, e perché non deludi le aspettative né tue né quelle delle persone che ami di più.

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  10. Meno male che non sei uguale ad altri, che non siamo uguali ad altri, sai che monotonia sarebbero i rapporti umani. Ognuno di noi è un’entità a sè, ed ognuno di noi credo che abbia difficoltà a far uscire i propri sentimenti, le proprie gioie o dolori. Tu scrivi l’amore, racconti l’amore come lo provi tu, diversamente da un altro, è quindi sei unica. Quindi non lasciarti condizionare, continua a scrivere nel tuo stile raccontando chi sei, nulla più…
    Le critiche? verranno verranno vedrai ed io ti auguro solo che siano costruttive, e non dettate da sentimenti negativi come spesso succede, purtroppo.
    Baciobacio ❤

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  11. Penso che ognuno di noi si possa immedesimare in almeno uno dei tuoi racconti, la tua bravura (oltre a scrivere benissimo) sta nel riuscire a smuovere i ricordi e farli riaffiorare. Solo chi scrive col cuore riesce ad arrivare a tanto. ❤️️

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  12. E’ strana la percezione che spesso abbiamo di noi, carissima e fantastica Dora.
    Quello di cui ti sei ora resa conto, a noi era già arrivato. Oltre ai racconti d’amore e a pezzi tuoi personali, introspettivi, di tuo ho letto anche racconti del tutto inventati ( o quasi del tutto ) ed è palese e vien da sé dire che hai talento. Capita anche a me, Alessandra lo sa bene, quando termino un racconto già non mi soddisfa più. Talmente tanto vi sviscero dentro che è come, se alla fine, rimanessi del tutto vuota e dopo averlo corretto mi concentro solo sulla grammatica. Il contenuto sparisce, non so più esprimere un giudizio, non so dire se sia buono oppure no. Per questo mi sono decisa ad aprire il blog, per confrontarmi con voi altri, perché, si sa, WordPress alla fine è questo. Devo dire che non ho molti commenti, di questo me ne rammarico, forse perché a mia volta li lascio a pochi, forse perché si è capito che ciò che mi interessa è avere dei riscontri sia positivi che negativi. E poi succede che durante questa bella esperienza si incontrino altrettante belle persone, come te.
    Devi crederci se ti diamo un’impressione positiva, per ciò che mi riguarda, è proprio così. Piuttosto che essere falsa sto zitta. A volte capitano pezzi di amici che non mi colpiscono e allora sto zitta piuttosto che scrivere ” bello!” “bravo!”.
    A mia volta tiro poi le mie conclusioni.
    Comunque continua così, alla fine l’umiltà è un pregio di pochi e secondo me sprona persino a fare meglio. E occorre far sempre meglio.
    Un salutone Dora e un in bocca al lupo per il tuo libro e per la tua vita.
    A presto.
    Nadia.

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    • Sei una cara ragazza Nadia. Il fatto è che sono abituata a considerare ciò che faccio solo come uno scalino, uno dei tanti di una scala lunga che devo salire… Prima o poi mi fermerò a guardare la strada fatta e sarò fiera di me, ma ci vorrà ancora un po’ di tempo perchè ciò avvenga… Grazie amica mia 🙂

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