Sei tu

Guardai la salita di quella strada senza avere paura. Io che temevo l’altezza, e che per questo avevo sempre evitato di andare in montagna, ora mi lasciavo condurre da te con una tranquillità che mi era nuova. Mi stupì il piacere che provavo guardando giù, oltre il ciglio della strada, felice di trovarmi lì in quel momento. In lontananza le luci della città illuminavano la notte come stelle benevole, avanti a noi poche case abbracciate le une alle altre, come bambine perdute e in attesa di essere ritrovate.

Hai fermato la macchina in un prato e mi hai guardata, i tuoi occhi brillavano emozionati, anche se una punta di amarezza sfiorava l’angolo destro della tua bocca, un tenero atteggiamento che assumevi ogni volta che qualcosa ti preoccupava. Mi hai fatto scendere e mi hai presa per mano, quindi ci siamo incamminati senza dirci nulla. Arrivati in prossimità di una fontanella, hai spostato delle pietre ed hai preso una chiave rimasta lì per chissà quanto tempo, me l’hai mostrata chiedendomi se fossi ancora convinta. Io ti ho guardato e dopo averti dato un bacio sulla guancia ti ho risposto che non ero mai stata più sicura. A quel punto mi hai cinto le spalle con il braccio e ci siamo diretti verso il silenzio di quelle case che ad ogni passo mostravano sempre più la loro presenza. Non c’era nessuno a parte noi, una solitudine che stringeva il cuore, ma che allo stesso tempo ci preparava all’emozione che avremmo provato.

Arrivati a una piccola casa che a stento faceva capolino tra le altre, ti sei avvicinato alla porta, infilando la chiave nella toppa arrugginita. Con decisione l’hai obbligata a girare su se stessa, infine, un colpo deciso e la porta si è aperta mostrandoci quello che per anni aveva celato. Ovunque, addossate alle pareti, pile di carta di vari colori e formati, poste alla rinfusa e nascoste agli occhi di chi avrebbe voluto sapere di te. La luce della luna piena fendeva i vetri irrompendo da padrona in quell’enorme stanza e ci indicava quei fogli, fiera, come un custode che sa e che ha sempre taciuto.

Mi guardasti un’ultima volta prima di agire, avevi necessità di confermare le mie intenzioni. Poi, ti sei diretto verso quella carta e l’hai tirata giù con forza, lasciandola cadere sul pavimento. Un’alluvione di parole che avevi conservato da tutta una vita, ricoprirono ogni cosa. “Questo sono io…” hai detto mestamente, col tono di chi ha timore di presentarsi. A quel punto mi hai baciata ed io ti ho tirato a me, e senza chiedercelo abbiamo fatto l’amore su quel letto di passato. Tra dolcezza e disperazione ci siamo presi e conosciuti. Nessun freno, nessun vincolo è sopravvissuto, tutto di noi è stato importante, forte, voluto.

101 pensieri su “Sei tu

  1. “Mi guardasti un’ultima volta prima di agire, avevi necessità di confermare le mie intenzioni. Poi, ti sei diretto verso quella carta e l’hai tirata giù con forza, lasciandola cadere sul pavimento. Un’alluvione di parole che avevi conservato da tutta una vita, ricoprirono ogni cosa. “Questo sono io…”
    Che bella immagine!

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  2. C’è chi ci tiene gli scheletri nell’armadio; e chi ci ammassa parole: fantasmatiche presenze d’ore perse tra inchiostro e ingiallimenti di pagine… Bello che possano scorre fogli d’amore…
    Un bacio scintillante di stelle……

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  3. Al contrario del tuo protagonista, spesso io resto senza parole leggendo un tuo racconto, non riesco a tradurre le emozioni che provo, a volte mi immedesimo anche, sentendomi io stessa protagonista. Rovesciando il tutto, in questo caso, mi sembra che in un certo qual modo la protagonista sia tu, milioni di pagine scritte, milioni di parole non dette, una chiave nascosta e ritrovata che le fa uscire tutte quante, percorrendo una strada, finalmente aperta, nella quale il filo conduttore è l’amore … che è la grande forza che muove ogni azione umana … dalla quale possiamo lasciarci travolgere … Come sei bella, Dora, sei tu stessa una grande forza! Un abbraccio grande, cara, in questo giorno grigio di nebbia sei la mia fonte di calore e di luce. ❤ ❤ ❤

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  4. L’alluvione di parole è bellissimo, mi ha proprio costretta a fermarmi, tornare indietro e rileggere questo racconto. Avrei voluto che durasse di più per far prolungare la sospensione, l’attesa che mi ha accompagnata durante la lettura. E’ sempre bello leggerti Dora!!! un abbraccio e buona serata

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