Le sue mani

“Paolo e Francesca” – Cecilia Gattullo

Come anticipato, questo post è il seguito di “Il vortice“…

Eccoti amore mio, ti vedo. Non voglio venirti incontro ora, voglio guardarti da lontano e assaporare l’attesa che mi separa da te. Amore dolce che mi fai meravigliare del mondo e dei suoi cuori. Amore subito compreso, fin dall’inizio, perché conoscerti è stato come ritrovarti. Mi avevano detto i poeti che esistevi, mi avevano spiegato gli scrittori cosa avrei dovuto cercare. Ma non ci avevo mai creduto, perché mai l’avevo vista come cosa certa. “É solo un sogno!”, mi dicevo convinta, per tenere a bada la mancanza. “È fantasy, è pura idea di chi ha marchiato la carta con i propri desideri. È un teorema senza nessuna possibile applicazione”.
Invece tu esisti davvero, e sei lì davanti a me, pochi passi e sarai mio. Finalmente toccherò il tuo viso, le tue labbra, e potrò esplorare ogni parte di te. Sentirò il tuo cuore battere vicino al mio e potrò liberare la passione che mi porta a te.
Per troppo tempo ho vissuto la vita che mi era stata assegnata, chinando il capo, per non vedere ciò che poteva essere diverso da quel che mi si presentava. Per troppo tempo ti ho nascosto in una piccola sfera dorata rinchiusa in un angolino speciale, davanti a cui non osavo passare. Ho preferito credere che la realtà fosse diversa, che l’amore fosse tormento, illusione, abitudine e che se non soffri non dimostri di amare. Ho preferito sottostare a regole non mie pur di non pensare a te. Ma tutto ciò non poteva durare per sempre, ed in cuor mio lo sapevo, perché ti attendevo come la pioggia d’estate, con la stessa arsura nell’anima. Sapevo che l’essere disposta a far senza di te avrebbe trovato la sua fine, perché il richiamo insistente della tua esistenza sarebbe diventato assordante.
Ed ora…

“Anch’io ti amo!”, la sua voce mi scosse, come un risveglio improvviso. “L’avevo capito subito che eri tu, ti ho riconosciuta dalle tue parole…”
Sentii il fuoco sulle mie guance, intento a demolire la maschera dietro cui avevo riparato le mie emozioni. Mi aveva sorpresa proprio nel momento in cui stavo per pubblicare il post, l’ultimo, quello con cui avrei voluto rivelarmi.
Rimasi ferma, non sapendo cosa fare, mentre il cuore batteva libero da ogni freno. Lui era dietro di me, in piedi, il suo corpo appoggiato al mio. D’impulso mi abbandonai a quel contatto, chiusi gli occhi e liberai i miei sensi. Sentivo il suo respiro, il fremere delle sue mani che dalle spalle scesero al seno, con la sicurezza di chi sa di volere ciò che vuoi tu. Mi tirò a sé, si chinò e avvicinò il suo viso al mio collo. Il contatto delle sue labbra mi tramortì, annientando ogni ragione.
“Vieni con me”, mi sussurrò. “Voglio farti vedere una cosa…”
Lo seguii nel suo studio, come una foglia che si lascia trasportare dall’aria che l’ha fatta sua.
Scoprì un quadro che non avevo mai visto, due figure abbracciate in una travolgente passione.
“Ma, siamo noi!”, esclamai stupita. “Quando l’hai dipinto?”, gli chiesi, cercando di ricordare tutti i momenti delle giornate precedenti.
“Di notte!”
“Ma dormivi… io venivo da te…”
“Lo so, ti ho vista. Mi piaceva darmi a te in quel modo. Mi piaceva il tuo amore discreto, il desiderio che la tua presenza mi rivelava. Sentivo il tuo cuore frenetico e la calma che imponevi a te stessa”.
“Io… non so cosa…”
“Non dire nulla!”, mi zittì con un sorriso. E di nuovo sentii il suo respiro e il suo corpo tremante contro il mio. Di nuovo il contatto con la sua pelle, le sue labbra. Le bocche si incontrarono e le sue mani finalmente furono mie.

Ringrazio nuovamente Cecilia Gattullo per avermi consentito di usare un altro dei suoi splendidi quadri “Paolo e Francesca“. Ormai è cosa certa, nei suoi dipinti ritrovo le mie emozioni.

221 pensieri su “Le sue mani

  1. Oh doraaaaa….. guarda grazie! tu sai che questo era il finale che mi sarebbe piaciuto leggere…
    L’amore non per forza deve essere sofferenza e perchè si deve sempre poggiare a vecchi clichè! Che bello quando sto vortice ti butta per l’aria tutte le certezze… se riesco ad entrare in un cuore protetto dalle barriere… io poi ci ballo e butto giù tutte le palizzate! Niente certezze? ma perchè mai? tanta para? si supera… e poi è anche emozionante sto filo di paura che abbiamo tutti no!
    Grazie, perchè mi ci voleva proprio!
    Cecilia è bravissima!

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  2. “Ho preferito credere che la realtà fosse diversa, che l’amore fosse tormento, illusione, abitudine e che se non soffri non dimostri di amare.” Quanto spesso lo facciamo, forse specialmente da adolescenti, quando tutto è “estremo”, ma molti poi si portano dietro questa idea. E io sono molto felice che la protagonista, invece, abbia scelto di “vedere”, oltre i cliché, quell’amore che fa meravigliare del mondo 🙂

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    • Preferiamo immaginarlo così perché non lo viviamo, e crederlo fonte di disperazione ci fa sopportare di più la mancanza. Non è prerogativa solo degli adolescenti, ma di tutte le persone che si sentono sole e che non hanno speranza… L’amore invece non può essere altro che felicità, appagamento, stupore e sicurezza…

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      • In realtà io parlko proprio di persone che hanno una storia, anzi, magari anche una cosa più importante di una “storia”, una relazione duratura, e che la sentono come “vero amore” perché “lui/lei mi fa soffrire ma senza non so vivere” o simili. Ma sono d’accordo con te, in realtà il vero amore è tutta un’altra cosa, come dici tu benissimo, felicità, appagamento, stupore e sicurezza. Potrei aggiungerne diverse altre, ma certo non la sofferenza intesa come “più mi fa soffrire più la/lo amo”.
        Poi certo, ci sono i momenti no, gli alti e bassi, ci vuole una certa dose di pazienza, di voglia di superare le difficoltà, ma questo è dato semplicemente dal fatto che spigoli e convessità e concavità non coincidono mai del tutto (per fortuna!) , e però bisogna che valga la pena di capirsi e imparare a conoscersi e stare bene insieme giorno per giorno 🙂

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      • Non solo di volontà, certo, ma nella mia esperienza anche. Molto. L’amore è il fondamento essenziale, ma non basta. Se non c’è costanza e anche una certa forza di volontà nel superare le differenze che comunque ci sono, l’amore anche se è vero fa presto a diventare stanchezza. I piccoli inconvenienti di ogni giorno, la routine, fanno presto a logorare. Lo stupore va rinnovato, ci deve essere ma va anche alimentato, curato, coltivato come una pianticella preziosa 🙂

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      • E a questo si aggiunge un bisogno continuo di conferme, nei piccoli gesti, pensieri e parole. Se mancano i segnali la richiesta diventa una necssità vitale e può portare a confusione e insicurezza…

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  3. Brava brava Dora.
    Hai saputo comunicare moltissimo con delicatezza, ma anche con passione (una non esclude l’altra!)
    Bello anche il dipinto, sì.
    “…e le sue mani finalmente furono mie.” Mi piace tanto questo finale.
    Complimenti.
    Buona domenica, cara
    🙂
    gb

    P.S. Sai, trovo interessanti i dialoghi tra te e Incagliatoh. Tu hai pensieri molto validi. Lui anche.
    E’ un OT questo mio, ma volevo farti giungere il mio sentire.

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  4. Una descrizione notevole d’un amore intenso, che sa donare emozioni oltre….nelle quali ritrovare
    la parte più intima ed espressiva di sè stessi….
    Buona domenica, Dora e un caro saluto

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  5. Io non so che dire…e sono anch’io felice e incantata da questo incontro tra te Dora, anima stupenda e amica di penna, e Cecilia, amica di vita, pezzettino del mio cuore.
    Leggervi e guardarvi insieme è stato un regalo!

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  6. La mirada grande y los mejores deseos para el otoño invierno ha terminado como el invierno siempre llega tarde sin primavera en la vista, pero lo que soy en la mano, creo que la primavera está de vuelta,,, Toll

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  7. che strano… non il finale… ma mi ero proiettata ad una serie di equivoci, imbarazzi intriganti e pieni di fiato corto… Mi scuso per la franchezza… troppo presto! 😀 ma va bene così… come dice il Gruppo TNT… “tutto è bene quel che finisce bene e…. l’ultimo chiuda la porta! ”

    ps.: lo diceva il saggio cinese! a presto rileggerti sempre con emozione Dora! cate!! 🙂

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    • Per seguire il tuo pensiero avrei dovuto fare più post… 😉 In questo modo ho soddisfatto i protagonisti, ma anche i lettori che desideravano un finale appagante… 🙂 Ma potrebbe sempre accadere altro 😉 E’ un piacere averti qui 🙂

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  8. Alla fine l’amore trionfa!! Bel finale ed io che già immaginavo un lungo tormento prima del lieto fine … Questa storia è scritta benissimo, parla di passione senza essere volgare ed è un messaggio di speranza per chi crede di non poter più vivere l’amore. BRAVA!!!

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  9. Un prosieguo non facile, amica carissima: comprendo la difficoltà di non lasciarsi prendere dal sentimentalismo facile. E’ un campo minato superare le fantasie per approcciare al reale di un abbraccio concreto. Comunque debbo dire che ci riesci, soprattutto nella seconda parte. Mentre nella prima mi par di cogliere che un po’ ti perdi. Se posso azzardare un piccolo suggerimento senza offendere, cercherei di narrare nel diario qualcosa di diverso dalla semplice confessione d’amore, qualcosa che comunque poi riporta. Magari come la storia di altri che poi ritorna tua e sua, nel senso dei personaggi… Insomma, non se se sono riuscito a spiegarmi:il racconto mi piace moltissimo. Se può aiutarti il mio suggerimento, altrimenti ti autorizzo ad accartocciarlo e buttarlo nella pattumiera………..Un bacio d’immenso e grazie infinite per la pazienza……….

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    • Certo che accolgo il tuo suggerimento! E se dovessi ampliare il racconto, lo prenderò sicuramente in considerazione 🙂 Per ora lo lascio così, perché sarebbe un discorso complicato e lungo da affrontare in un piccolo post… In fondo lei stava scrivendo ed è stata interrotta 😉

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