Mi manchi

Mal di stomaco stamani. No, non è malessere fisico né mentale, piuttosto è uno stato d’animo. Ho un vuoto dentro, forse perché piove, e la pioggia porta sempre un po’ di malinconia.
Mi manchi. Mi mancano le tue parole, la tua presenza, tutto quello che avevamo, che avevo: una cosa bella, irrinunciabile, che mi dava motivo di esistere, avevo te.
“Ma non mi hai perso…”, hai detto sicuro. Sì che ti ho perso invece, che ci ho perso… dal momento in cui è iniziato a crollare tutto. Anche se ci sei, mi manchi da morire ed è difficile non pensarci. E non dico solo del vederti, del parlarti, dell’amarti, ma del bisogno che puoi, potresti, avere o no di me. Sei stanco, sopraffatto dagli eventi che ti pesano sulle spalle, al punto da vedere anche in me un peso.
Avresti bisogno di leggerezza, di defaticamento ed io invece continuo a incalzarti. Anziché mollare la pressione, l’aumento sempre più. Non ti senti amato e rivedi in me coloro che ti esigono senza pensare a te, alle tue necessità, alla tua libertà di vivere, per te stesso. Io che ti ripeto l’amore che provo, in realtà non ho capito quale sia l’amore di cui hai bisogno. Io che mi mostro in pena, disponibile, presente, partecipe, sono in realtà implorante, desiderosa, ossessiva nella mia presenza, volta a colmare solo i miei vuoti e non a sollevarti dai traboccamenti…
E forse, in fin dei conti, non è il timore che tu non mi voglia bene a farmi perdere la testa, ma la consapevolezza che sono un peso, come gli altri pesi, che ti gravano sulle spalle. Tutti a chiederti attenzioni, e tu che aspiri solo a un momento per prender fiato. Ma non è facile sentirsi equiparata agli altri, anziché essere vista come una valvola di sfogo, come un rifugio, un gioco o un attimo di respiro. Ho avuto paura, paura di non essere più particolare, attesa, sognata, voluta ad ogni costo. Ma non ho avuto paura che tu fossi uguale a chiunque altro, con gli stessi tentennamenti e le medesime finzioni, piuttosto che io fossi ad un certo punto diventata tale, con uguale cecità e altrettanta oppressione.

209 pensieri su “Mi manchi

  1. C’è sempre molta differenza, tra il dire e il fare.
    Le intenzioni contano poco, se non conducono a un risultato.
    Dopo questa presa di coscienza, forse serve solo una correzione di rotta, non un passo indietro.

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  2. questo post mi ha impressionato!
    non ho mai sentito nessuno analizzare in maniera così oggettiva una situazione tanto intima.

    mi dispiace per questo tuo/vostro brutto momento, ma con la sensibilità che hai messo in quello che hai scritto credo proprio che tornerai a sorridere prima di quello che pensi. almeno … questo è il mio augurio.

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  3. Talvolta, anche se se ne ha la più lucida consapevolezza, risultà difficile mettersi un attimo
    da parte, per lasciare un momento di totale libertà psicologica a chi amiamo…
    Buongiorno, Dora,silvia

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  4. La delicatezza delle tue righe, l’affanno di un sentimento, la passione che tenta di incalzare altra passione.
    Sento stranamente i tuoi sospiri nascosti e celati come quando si aspetta la fine di una bufera. In attesa il grigio passi.
    Metto cuffie. Parte So High. Allaccio le adidas.
    Correró augurandoti di ritrovare la tua strada. Ed anche, perché no, la sua.
    Alankara, Frankie McCoy – So High

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    • Grazie Sid! Sting è grande e questa canzone dice tanto. Nel post però più che di possesso si parla di oppressione, di presenza eccessiva. Quella che in momenti normali magari sarebbe del tutto naturale, mentre diventa inopportuna quando il carico degli eventi ti allonatana dalla persona amata senza la sua volontà. Ma è difficile dosare l’amore quando si ama, specialmente quando non si comprende e si ha paura. Il possesso invece non credo sia da considerare amore, e in quel caso lasciare libera la persona che si dice di amare è alla fine la cosa giusta da fare… 😉

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      • L’oppressione in un rapporto è lo sbilancio dell’amore e sconfina nella possessione: la paura di non comprendere che la libertà è importante, che gli eventi non possono allontanarti se la comprensione è armonia di pensiero e azione, e che questa non può essere a corrente alternata! Empatia, è la parola che unisce in un rapporto.
        Ciao
        Sid

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      • Ma questa presa di coscienza è difficile, e la ragione per cui molti rapporti falliscono: è un lavoro!, nel vero senso della parola, credimi!
        Quindi, che le tue parole possano essere di ispirazione a coloro che, in sospensione dell’azione, agitano l’amore.
        Bacio
        Sid

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      • Solo mettendo da parte il proprio io per un momento si può vedere la realtà. Sono sicura che con l’amore questo sia possibile. Ma non è solo una questione di amore, quanto di fiducia nell’altro…

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      • Amore e fiducia sono la stessa cosa! Non puoi amare senza fidarti e fidarti senza amare, ancora una volta credimi! Se anche per un solo attimo la fiducia viene a mancare, allora sono guai… veri guai… 😕
        Ciao
        Sid

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      • I dubbi sono umani e vengono a prescindere dall’amore. Fidarsi ciecamente non lo si fa neppure di se stessi. A volte basta una parola o un comportamento che se capita in un momento di debolezza può mettere in discussione tutto. Per cui non credo che vadano di pari passo. Io posso amare la gente tutta del mondo pur non avendo fiducia nella sua volontà di salvarlo questo mondo. Io posso amare un figlio, un fratello, un padre con tutto il cuore ma non avere fiducia in loro per determinate cose. La fiducia non è gratuita e secondo me non fa per forza parte del pacchetto. Viene col tempo, col conoscersi, col comunicare…

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      • L’amore è universale per l’universo, e unico per l’altro in un rapporto di coppia. Due tipi diversi di amore. Belli e potenti entrambi, ma diversi. I dubbi si risolvono in due, anche quelli dell’altro. L’amore universale comprende l’amore famigliare. Ovviamente, se ami unicamente, la fiducia si alimenta dall’unione, o meglio dal progetto d’amore comune.
        La fiducia non può essere gratuita, semplicemente ha il suo prezzo: richiede costanza e impegno profondo per essere viva.
        Con il tempo resistono soltanto la fiducia, il rispetto e l’affetto: dopo trent’anni, o cinquant’anni, insieme è il vero miracolo dell’amore!
        Bacio
        Sid

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      • Sono pienamente d’accordo con te.
        La protagonista del post chiedeva solo un chiarimento una consolazione per il cambiamento. Ma lui, era troppo preso e stanco per pensarci. Ora chi ha sbagliato e perché?

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      • Parlare, o meglio scrivere, con te è affascinante! Consolazione per il cambiamento? Cambiare è un aspetto della vita che non ha lati consolatori, soltanto verità e avventura del nuovo, se non dell’ignoto. Entrambi, non si amano d’amore, ma dell’illusione dell’amore!
        Ciao
        Sid

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      • Per il cambiamento in sé forse no, ma per ciò che comporta la consolazione è importante. Credo troppo nell’amore per credere nell’illusione di coppia.In tal caso penso ci possa essere un motivo non confessato

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  5. Belle parole Dora…un situazione purtroppo abbastanza comune ma sempre molto introspettiva…
    Personalmente trovo che si resti sempre ancorati ad un ricordo di ciò che è stato e che ci è piaciuto, ed affrontiamo con difficoltà i morsi del tempo che passa ed inevitabilmente ci cambia…

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  6. Quando è capitato a me, i miei “mi manchi” erano perfino sbeffeggiati. È una grande cosa – di per sé – che il lui oggetto di questo amore non corrisposto, abbia promesso di esserci e di non voler scomparire. Voi donne, in genere, scomparite e basta. Noi siamo più riottosi, tentiamo in tutti i modi e testardamente di non essere estromessi dal vostro cuore, fino a commettere pazzie. E facciamo male. Ma anche voi sapete farne. Bellissimo e complimenti come al solito. Ciao, Piero

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  7. Ciao doraaaa!come sempre uno spunto bello di riflessione… Quanto é vero ció che hai scritto e si puó adattare ad amici,amori e figli… Che poi fanno tytte e tre parte dell’amore!

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