Io, mammeta e tu

Come racconta una famosa canzone, ad uscire erano sempre in tre: i due innamorati e la mamma di lei intenta a vigilare sulla castità della figlia. Sempre secondo la succitata canzone, di cui potete leggere le parole qui, i giovani camminavano avanti e la madre dietro, pronta ad intervenire al primo contatto tra i due. Però, qualcosa non torna, perché…

Lei era alta, bella, fiera nel portamento e di fiori vestita. Sì, insomma, prediligeva abiti con fantasie floreali, vaporosi, coloratissimi, tenuti stretti da una cintura in vita, che ben evidenziavano la sue forme prorompenti. Una bambolona, a giudizio di chi la incrociava per strada.
In giro non la vedevi se non con sua madre al cui braccio con grazia si appoggiava. Donna, questa, di pari altezza, bellezza e fierezza, che ben mostrava l’orgoglio per quella figlia senza rivali.
Dietro di loro, quasi al fianco della ragazza, camminava un giovane ben vestito e dal viso paonazzo, sintomo della fatica a cui era costretto dal passo svelto delle due donne. Non mostrava interesse per la gente di cui incrociava la vista, perché l’unico punto su cui posava lo sguardo era la creatura che gli si trovava davanti. La brama, quella sì che la si poteva vedere sul suo viso, nei suoi occhi e in quelle orecchie un po’ a sventola che parevano orientate solo verso la voce di lei.

Qualche mese dopo la scena cambiò, perché, nelle uscite della bambolona, la disposizione dei posti era mutata. Ora, infatti, la si poteva ammirare sotto il braccio di quel giovane che per lungo tempo le era stato dietro e a cui, era chiaro, aveva donato tutto il suo splendore. Anche lui sorrideva estasiato, rosso in viso come sempre, mentre batteva quel passo veloce che ormai aveva imparato. La madre della ragazza, invece, era sparita, non faceva più parte di quel gruppo affiatato.

Seguì un periodo abbastanza lungo in cui la bambolona non fece grazia della sua vista, periodo in cui tutti si chiesero preoccupati il perché di tale assenza. Ma, mentre di motivi se ne sentivano ormai tanti, ecco che lei ricomparve a rincuorar la gente. La si ammirò mentre guidava con leggiadria una carrozzina, con il solito portamento e la fierezza di cui ben si sapeva. Di fianco a lei, la madre, felice e padrona di quel ruolo nuovo che si trovava ad ostentare. Il giovane, invece, era tornato dietro, ma questa volta anche un po’ di più. Sul suo viso non si leggeva allegria, ma tristezza e lo sguardo non puntava più sulla sua dama, ma lontano, verso qualcosa di indefinito. Anche le orecchie parevano cambiate, erano divenute quasi normali, come se non avesse più nulla di preciso da ascoltare.

Dopo quella volta la bambolona non si è più vista in giro, nessuno ne ha saputo più nulla. Di nuovo nell’aria dubbi e cattivi pensieri si moltiplicavano a causa di quella visione che veniva a mancare. E già si dava tutto per perso, quando apparve lui, da solo, gli occhi brillanti e il sorriso verso il cielo. Aveva smesso gli abiti eleganti e, camminando piano con le mani in tasca, si intratteneva con chi gli offriva il saluto.

89 pensieri su “Io, mammeta e tu

  1. Dora oggi un pezzo tranquillo di storia. Ho seguito il tuo consiglio quasi ho pubblicato il libro su amazon sia in versione kindle che cartaceo ma così come lo stai leggendo tu senza revisioni, il prossimo lo curerò meglio

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  2. Dora reloaded by avvo: “gli occhi brillanti e il sorriso verso il cielo. Aveva smesso gli abiti eleganti e, camminando piano con le mani in tasca, andò a sbattere contro un palo. Succede, quando guardi il cielo e hai le mani in tasca e pretendi pure di camminare tutto insieme” 😀

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  3. Hai questa capacità di lasciare sospesi nel finale…ognuno può un po’ immaginare, prefigurarsi il finale che più aggrada. Davvero un piacere leggere le tue storie. Che sia una buona serata! 🙂

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  4. Aiuto!Ma veramente é una storia vera? Uscivano in tre e se ti sposavi la figlie sposavi anche la mamma????Per fortuna mia madre mi ha permesso fin da piccola le arti marziali,così poi mi ha potuta mandare in giro tranquilla😊 Secondo me quel tizio girava contento perché aveva mandato moglie,pargolo e suocera in vacanza 😘

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  5. Io invece cara Dora ….mi portavo a turno le sorelle 😀 La domenica a messa la sorella grande …( che andava solo lei) una volta ritornammo di ritardo che già era uscita dalla chiesa e se ne andò da sola a casa ,ci facemmo la strada di corsa per raggiungerla,ma non facemmo in tempo :)) Per il passeggio la sorella di 9 anni ( una potente ) per avere i regali da mamma ci diceva un sacco di bugie 😀 E così facevamo. ..io,le due sorelle. ..e lui. E meno male che avevo anche 4 fratelli :))
    Sei molto brava nei tuoi racconti.
    Un caro abbraccio.
    Caterina

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      • Già, che da appena un anno che mi sposai partirono tutti in America…e sono 44 anni…a mio merito non piaceva l’America.Ci siamo stati un sacco di volte,e da20 anni vive anche mio figlio e la sua famiglia e fra un pò parte l’altro per lavoro…mia figlia invece lavora a Roma…e noi soli soletti,speriamo non per molto.Come vedi altro che avventura la mia vita,non si finisce mai.
        Sogni d’oro cara Dora.
        Caterina

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  6. Ah però Dora…una storia mica da ridere…racconti tutto ma lasci a noi lettori cercare di capire come siano andate veramente le cose…però mi viene da pensare che Mr. Dumbo sia stato leggermente usato e che poi, resosi conto del tranello, abbia riguadagnato la sua indipendenza…ma quanto ci avrà rimesso? 🙂

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  7. Odora d’altri tempi… Narrata con quel ritmo che ne fa quasi una rapsodia di tempi andati,di anime questuanti un po’d’amore e che finiscono letteralmente cornute e bastonate… Scherzi a parte, m’è piaciuto parecchio,l’ho letto di gusto.Provando pure ad immaginare che fine abbia potuto fare tutta quella passione del cicisbeo…
    Bello, bello, bello
    Un bacio di brezza soave…..

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  8. Situazioni che cambiano, con l’andare del tempo, grande elaboratore di mutamenti di vita
    E un piacere leggerti, Dora, buon giovedì e un saluto,silvia

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