Il Giardino Incantato

Oggi mi piacerebbe parlare di qualcuno che è stato capace di ridare ai bambini ciò che loro apparteneva: un giardino in cui incontrarsi e giocare. E parlare di appartenenza non è una romantica visione delle cose, ma la pura verità. Perché quell’angolo di verde, creato per i più piccoli, era poi stato rovinato dall’incuria e dall’abbandono. E si sa, quando non ci si prende cura delle cose, queste muoiono, perdendo lo scopo per cui erano sorte. Se poi è il Comune ad esserne proprietario ed i fondi per ristrutturare non ci sono, allora si finisce per Continua a leggere

Lo sconosciuto

“Buongiorno!”, esclamò una voce alle mie spalle. Mi voltai, senza riconoscere quel viso.
“L’ho vista altre volte parcheggiare qui la macchina. Sapevo che era la sua!”, esultò, contento per l’informazione data.
“Ah sì?”, gli chiesi stupita. Non conoscendo le sue intenzioni preferii non deluderlo con un’assenza totale di parole.
Ma chi era, cosa voleva da me? Non l’avevo mai notato prima. Guardai i palazzi circostanti per cercare un ricordo che potesse dirmi chi fosse. Per fortuna si allontanò dopo un rapido saluto, scomparendo oltre l’isolato. Non ero spaventata. Più che altro provavo un senso di fastidio Continua a leggere

Il pacco sbagliato

Una volta gli acquisti per corrispondenza si facevano consultando un catalogo cartaceo. L’ordine veniva spedito per posta e dopo un po’ di tempo arrivava a casa il pacco tanto atteso. Si sapeva benissimo cosa c’era dentro, ma aprirlo provocava le stesse emozioni di un regalo inaspettato. Si rompeva con foga la scatola, si controllava e, se il contenuto non soddisfaceva, si poteva pur sempre restituire.
Nel tempo tutto è rimasto uguale, tranne che per i mezzi usati e la varietà di prodotti offerti. Ed anche ora, come allora, l’opportunità di restituzione persiste e incoraggia…

Ma non è di questo che volevo parlarvi. Non di merci, del cui scambio è risaputo, ma Continua a leggere

Il palo

Loro erano i miei compagni di scuola, loro erano i miei migliori amici, loro erano innamorati.
Con Francesca e Lorenzo ho trascorso i momenti più spensierati della mia giovinezza. Insieme siamo andati in vacanza, a ballare, al cinema, a caccia di amici, in centro, la sera. Si può dire che con loro ho trascorso gran parte del mio tempo, ho gioito e pianto, ho condiviso problemi e cercato soluzioni. Per loro, però, ho anche fatto il palo. Ma non il palo che vigila mentre i malfattori commettono un reato. No, il mio era un palo nel vero senso della parola, e cioè, mentre Continua a leggere

Un bel panino

L’età dell’asilo, si sa, è il primo gradino che un bambino si trova a “scalare”. C’è chi lo supera senza difficoltà e chi, invece, richiede più rassicurazioni e attenzione.
Quando è toccato a me, mi son sentita quasi un’intrusa in un mondo che altri conoscevano già e di cui ero stata tenuta all’oscuro. Ogni cosa, quindi, mi appariva non secondo la reale natura, ma contraffatta dalla mia interpretazione poco oggettiva e molto soggettiva. In fondo, ero una bambina e, come tale, pronta ad apprendere, ma non sempre le spiegazioni Continua a leggere

Poteva andare peggio!

“Proprio così! Poteva andare peggio! Ricordalo ogni volta che ti accade qualcosa nella vita!”
Chi non è stato oggetto di queste parole alzi la mano.
Cadi e ti rompi una gamba? Ti viene male la tinta dei capelli? Ti si è strappato il pantalone in un punto inappropriato? La pentola ti sfugge di mano e l’acqua bollente ti “cuoce” i piedi? Non temere, credici, poteva andare peggio!

“Certo, lo so che poteva andare peggio, ma poteva anche non accadere affatto e risparmiarmi il fastidio. Potevo non dover sopportare il dolore, la rabbia, la frustrazione. Continua a leggere

Non fatemela vedere!

Fazzoletti di stoffa non se ne vedono più tanti, sostituiti ormai dai più comodi usa e getta di carta. Ogni tanto, però, capita di scovarne qualcuno in giro. Ed è appunto notandone uno steso ad asciugare che ho ripensato a un episodio ascoltato da bambina: una madre, dopo aver partorito la figlia si era coperta il viso con un fazzoletto.

Per anni mi sono interrogata riguardo al significato di quel gesto. Per anni ho ritenuto quell’atto unico e relativo solo a quella persona. E fino a quando non ho imparato a ragionare sulle cose ho creduto che Continua a leggere

Mangia che ti fa bene!

“Per pranzo andremo in un ristorante che serve solo pesce”, mi informò mia madre. “Mi piacerebbe che tu assaggiassi i frutti di mare!”.
“Ma mi fanno schifo!”. Già solo l’idea mi faceva rabbrividire.
“Come puoi dirlo se non li hai mai assaggiati?”
“Sono brutti. Non voglio mangiarli!”
“Non fare storie! Li assaggerai! Vedrai come sono buoni!”, rispose lei, categorica.
Sapevo di non poter sfuggire. Quando decideva che era giunta l’ora di mangiare qualcosa di diverso non accettava rifiuti, senza contare la sua ostinazione a farmi finire tutto ciò che mi metteva nel piatto. Avevo cercato di spiegarle Continua a leggere

Io sono fatto così!

A chi non è capitato di aprire il frigo e non ricordare più cosa volesse prendere? Chi non ha mai dimenticato la pentola sul gas ancora acceso o un indirizzo importante non trascritto?
Quando queste cose accadono, prima di tutto paralizziamo ogni pensiero cercando di ripescare quello giusto, poi mettiamo in pratica l’azione e, infine, cominciamo ad avere paura. Sì, abbiamo paura che accada di nuovo e che sia indizio di chissà quale tipo di demenza.

Quando, invece, è una persona ciò che dimentichiamo, spesso Continua a leggere