Non fatemela vedere!

Fazzoletti di stoffa non se ne vedono più tanti, sostituiti ormai dai più comodi usa e getta di carta. Ogni tanto, però, capita di scovarne qualcuno in giro. Ed è appunto notandone uno steso ad asciugare che ho ripensato a un episodio ascoltato da bambina: una madre, dopo aver partorito la figlia si era coperta il viso con un fazzoletto.

Per anni mi sono interrogata riguardo al significato di quel gesto. Per anni ho ritenuto quell’atto unico e relativo solo a quella persona. E fino a quando non ho imparato a ragionare sulle cose ho creduto che lei avesse fatto quel gesto perché arrabbiata verso quella bambina, nata cattiva, che le aveva fatto chissà quale torto. La cosa, quindi, non mi aveva turbata più di tanto, perché ero sicura dell’innocenza della madre. Ero certa, infatti, che una madre non potesse mai fare del male ai propri figli.

Giunta l’età in cui i pezzi del puzzle cominciano finalmente ad assemblarsi, ho capito che l’atto di quella madre era stato orribile, perché nessun bambino nasce cattivo, e lei non aveva avuto nessun motivo per fare una cosa così brutta. Mi rimaneva, comunque, la convinzione che fosse l’unica donna al mondo ad aver agito così.

Qualche mese fa ho avuto modo di parlarne con qualcuno ed ho saputo che un tempo era cosa comune coprirsi il viso con un fazzoletto alla nascita di una femmina. Quindi era così che stavano le cose: la mia ingenuità non mi aveva lasciato vedere quanto fosse estesa quella realtà.
Chissà quante donne, e per quante generazioni, avevano coperto i propri occhi per non vedere la bambina che avevano messo al mondo. Ed ancora più terribile è stato il racconto che loro stesse ne hanno fatto, in seguito, alle figlie.
Figlie cresciute con la consapevolezza del rifiuto materno. Figlie sicure di dover solo dare. Figlie costrette a convivere con l’idea che la propria nascita non sia stata una gioia per nessuno.

16 pensieri su “Non fatemela vedere!

  1. Mai sentito una cosa cosi… io non credo che un bambino/a poi nascere cattivo… forse dipende dai genitori come diventano i figli… dipende dalla buona educazione, l’amore e sicurezza… ma un fazzoletto non centra niente

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  2. Be’, mi meraviglio che qualcuno si meravigli… Non è solo questione di tradizioni e di credenze popolari. Al Sud sono sopravvissute usanze incredibilmente vetuste. Per esempio il latte di mandorle: una sorta di crema di latte e mandorle tipico delle festività natalizie, che richiede una lunghissima lavorazione nelle ore notturne e viene consumato solo il mattino dopo a colazione con l’aggiunta di cannella, in quanto inacidisce rapidamente. Bene, se il latte di mandorle viene preparato con la luna piena o con una donna in casa che ha il ciclo, non viene bene. E non viene bene per davvero! Ed è una tradizione antichissima… Oppure, quando ero ragazzino mi ricordo perfettamente che le signorine in età da marito (soprattutto le racchie perché le carine erano già prenotate da tempo dai “sensali”) portavano una fascia alla caviglia nel periodo mestruale per “comunicare” che erano fertili e quindi pronte a maritarsi. E volete mettere la storia dell’olio? Se rompevi una bottiglia d’olio d’oliva, grandi disgrazie si sarebbero abbattute sulla famiglia. Questo perché l’olio era uno dei più costosi alimenti/condimenti. Quindi per salvaguardarsi da tali avversità si doveva spargere immediatamente il sale laddove l’olio era cascato… Diciamo che per rimanere coerenti con l’ultimo commento di Dora, squisita ospite, “ho visto cose che voi umani nemmeno potete immaginare”…

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