Il pulcino

Com’era bello il suo pulcino. L’aveva sistemato sulle gambe e lo carezzava delicatamente. Era verde. Tutti i pulcini che vendeva quell’uomo al mercato erano colorati. Ne aveva di colore rosso, giallo e verde. Lei ne aveva scelto uno verde perché quello era il suo colore preferito. Sua madre si era opposta perché così colorato sarebbe vissuto poco e temeva ne avrebbe sofferto. Ma questo aveva contribuito a rafforzare la volontà. “Se già è condannato a vivere poco, almeno facciamolo vivere felice!”, aveva detto convinta.
Teneva le gambe unite per non farlo cadere e lui sembrava essere contento di stare lì.
Era proprio felice di averlo. La seguiva ovunque come un cagnolino, saltellando velocemente con le zampette corte. E, se lei batteva con l’unghia su un puntino nero, questi correva a beccare, pensando fosse qualcosa da mangiare.
Ora erano lì, immobili entrambi, lui addormentato e lei intenta a esaminare ogni piccolo particolare del suo corpicino che ricordava un piumino gonfio e morbido. Non aveva il coraggio di svegliarlo, ma aveva sentito suonare alla porta e il parlottare che ne era seguito le aveva fatto intuire che era arrivato qualcuno.
E sua madre, infatti, la chiamò dicendole di sbrigarsi: era arrivata sua cugina. “Oh, no! Piccola bambina capricciosa! Ora vedrai che vorrà giocarci come se fosse un peluche”, pensò irritata e preoccupata. “Non glielo permetterò. É mio!”
Pensò di nasconderlo, ma non avrebbe funzionato perché si sarebbe messo a pigolare spaventato facendosi scoprire. Alla fine decise di arrendersi. Avrebbe affrontato sua cugina, ma sarebbe stata attenta.
Si volse verso il pulcino, ma fu questione di un attimo: era sparito! Senza accorgersene, aveva mosso le gambe lasciandolo scivolare… nel gabinetto. Il suo cuore cominciò a battere veloce. Si alzò in fretta e guardò giù, ormai certa di averlo perso per sempre. Ma il pulcino era lì, tranquillo, che galleggiava. Per fortuna aveva fatto solo la pipì. Mise insieme tutto il coraggio che le fu possibile e, lottando contro il rifiuto che le veniva su dallo stomaco, lo raccolse, lo asciugò con l’asciugamano posto vicino al lavandino ed uscì dal bagno.
La cugina, al vederlo, esultò con gridolini e saltelli, chiedendo di poterlo prendere in mano. Lei si mostrò riluttante perché temeva potesse sentire l’odore non bello rimasto sulle piume. Ma lo sguardo di sua madre le ordinò di cedere, e, alla fine, lo consegnò. Sentì dentro di sé un misto di rabbia e preoccupazione. Era tesa e pronta a intervenire, quando ad un tratto si sentì tranquilla e stranamente soddisfatta: sua cugina aveva accostato il pulcino al viso accarezzandolo e baciandolo…

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