Cuore di mamma

“A proposito! Sai chi ho incontrato l’altro giorno?”, cominciò mia sorella mentre mi aiutava a vuotare le borse della spesa. “Come si chiama? Quella con i capelli lunghi e lisci, piccola e magra… La incontravamo ogni mattina dopo aver lasciato i bambini a scuola…”
“Sì, forse ho capito!”, esclamai, fiera della mia memoria. “Se non sbaglio arrivava sempre un minuto prima del suono della campanella trascinando il figlio assonnato”.
“Già! E ricordi il tempo che spendeva a parlare di lui, delle sue allergie, di quanto fosse bravo a scuola, delle amicizie…?”
“No! Non farmi ripensare a lei. Purtroppo mi vengono in mente le volte in cui si aggiungeva a noi per andare al mercato. Comprava solo le cose che piacevano al bambino e si metteva ad elencare con precisione i piatti che progettava di cucinargli e le cose che non digeriva, pretendendo quasi che noi ci sentissimo in colpa perché non facevamo altrettanto”.
“Giusto! Che incubo! E ricordi quando…?”

Non ci potevo credere, a distanza di anni, quella donna riusciva ancora a farmi innervosire. Non avevo mai sopportato la sua invadenza. Noncurante degli impegni o dei discorsi altrui, interrompeva tutto e tutti focalizzando l’attenzione sul figlio e le sue meraviglie. Senza contare le sue lezioni di psicologia infantile e medicina pediatrica, ottenute da fonte unica e personale.

“Non oso chiederti quale sia stato l’argomento di conversazione”, chiesi con malizia a mia sorella.
“E di cosa avremmo potuto mai parlare? Me l’ha contata per mezz’ora. Mi ha informata che ora lui è diventato dirigente di non so quale società, che si è sposato due volte…”
“Deve essere stata molto felice per questa possibilità di aggiornamento!”
“Senza alcun dubbio! Avresti dovuto vedere come le splendevano gli occhi. Però, sai, devo dire che mi sono sentita a disagio mentre lei parlava”.
“Perché?”
“Perché, per quanto mi sforzassi, non sono riuscita a ricordare il nome del figlio. E questo mi spiace, mi fa sentire in colpa”.
“Non devi sentirti in colpa!”, la rincuorai. “Non l’abbiamo mai saputo. Ogni volta in cui parlava di lui, diceva : mio figlio!”

Un pensiero su “Cuore di mamma

  1. Penna veloce e pungente che riesce, allo stesso tempo, a riportarci ad una realtà vicina a quella quotidiana, formando una miscela di sensazioni che ritrovano conferma nelle righe della storia.

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